Feb 14, 2026 Scritto da 

Deserto, solitudine, adorazione

Il nemico suggerisce al Figlio di Dio una via diversa dal Padre, ma Gesù si smarca da quel fetore.

 

La vita di Francesco aveva conosciuto un radicale cambiamento quando il Medico Gesù gli aveva parlato.

Il Poverello aveva compreso d’essere amato e che, seguendoLo, sarebbe guarito dall’adorazione di sé per renderla solo a Dio.

Il Crocifisso di S. Damiano e il lebbroso incontrato lo avevano cambiato interiormente.

Il Minimo d’Assisi si dedicava a frequenti digiuni e notti in preghiera, per periodi di quaranta giorni (in consonanza ai quaranta giorni trascorsi da Gesù nel deserto).

Lo faceva spesso - oltre al periodo precedente la Pasqua.

In quei momenti sospendeva i suoi impegni apostolici, ritirandosi negli eremi: luoghi semplici e austeri, lontano dalle città.

Ivi, come  ricorda il suo biografo Celano, costruiva il suo nido tra le fenditure della roccia*.

Le Fonti si fanno croniste dei suoi periodi quaresimali, dove spesso era messo alla prova.

"Due anni prima che rendesse lo spirito a Dio, dopo molte e varie fatiche, la Provvidenza divina lo trasse in disparte e lo condusse su un monte eccelso, chiamato monte della Verna.

Qui egli aveva iniziato, secondo il suo solito, a digiunare la quaresima in onore di S. Michele arcangelo, quando incominciò a sentirsi inondato da straordinaria dolcezza nella contemplazione, acceso da più viva fiamma di desideri celesti, ricolmo di più ricche elargizioni divine […] teso alla ricerca del volere di Dio, a cui bramava con sommo ardore di conformarsi in tutto e per tutto" (FF1223).

La Verna è stato per eccellenza "il deserto" di Francesco, dove, come accadde a Gesù in luoghi aridi, fu oggetto di tentazioni vessatorie.

Mentre il Santo era in orazione ecco "venire una grande moltitudine di demoni ferocissimi […] e cominciarono fortemente a dargli battaglia e noia" (FF 1901).

Ma egli cominciò a gridare ad alta voce:

"«O spiriti dannati, voi non  potete niente se non quanto la mano di Dio vi permette […] E io sono apparecchiato a sostenere allegramente ogni pena e ogni avversità che tu, Iddio mio, mi vuoi mandare per li miei peccati».

Allora li demoni, confusi e vinti dalla sua costanza e pazienza, si partirono" (FF 1901).

Si nutriva più che del pane materiale di quello della Santa Parola e aveva insegnato ai suoi frati ad adorare Dio solo, ovunque si trovassero, confidando nella cura e sollecitudine divine.

Infatti, i suoi figli, fedeli all’esortazione di Francesco, quando passavano vicino ad una  chiesa, si fermavano e proni, con il corpo e con lo spirito, adoravano l’Onnipotente, dicendo: «Ti adoriamo, o Cristo, in tutte le tue chiese» (FF 401).

La forza dello Spirito Santo li ponevano nell’atteggiamento giusto nel bisogno, dinanzi al potere o al successo, così come Cristo li aveva istruiti, senza lasciarsi ingabbiare da simili seduzioni.

 

«Sta scritto: il Signore Dio tuo adorerai e a lui solo renderai culto»

«E lo Spirito lo spinge nel deserto, ed era nel deserto tentato dal satana, ed era con le fiere»

 

*Famoso è l’eremo delle Carceri, vicino ad Assisi; in realtà Francesco ne creò venti nell’Italia centrale.

 

 

[1a Domenica di Quaresima]

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Teresa Girolami

Teresa Girolami è laureata in Materie letterarie e Teologia. Ha pubblicato vari testi, fra cui: "Pellegrinaggio del cuore" (Ed. Piemme); "I Fiammiferi di Maria - La Madre di Dio in prosa e poesia"; "Tenerezza Scalza - Natura di donna"; co-autrice di "Dialogo e Solstizio".

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Anyone who welcomes the Lord into his life and loves him with all his heart is capable of a new beginning. He succeeds in doing God’s will: to bring about a new form of existence enlivened by love and destined for eternity (Pope Benedict)
Chi accoglie il Signore nella propria vita e lo ama con tutto il cuore è capace di un nuovo inizio. Riesce a compiere la volontà di Dio: realizzare una nuova forma di esistenza animata dall’amore e destinata all’eternità (Papa Benedetto)
You ought not, however, to be satisfied merely with knocking and seeking: to understand the things of God, what is absolutely necessary is oratio. For this reason, the Saviour told us not only: ‘Seek and you will find’, and ‘Knock and it shall be opened to you’, but also added, ‘Ask and you shall receive’ [Verbum Domini n.86; cit. Origen, Letter to Gregory]
Non ti devi però accontentare di bussare e di cercare: per comprendere le cose di Dio ti è assolutamente necessaria l’oratio. Proprio per esortarci ad essa il Salvatore ci ha detto non soltanto: “Cercate e troverete”, e “Bussate e vi sarà aperto”, ma ha aggiunto: “Chiedete e riceverete” [Verbum Domini n.86; cit. Origene, Lettera a Gregorio]
In the crucified Jesus, a kind of transformation and concentration of the signs occurs: he himself is the “sign of God” (John Paul II)
In Gesù crocifisso avviene come una trasformazione e concentrazione dei segni: è Lui stesso il "segno di Dio" (Giovanni Paolo II)
Only through Christ can we converse with God the Father as children, otherwise it is not possible, but in communion with the Son we can also say, as he did, “Abba”. In communion with Christ we can know God as our true Father. For this reason Christian prayer consists in looking constantly at Christ and in an ever new way, speaking to him, being with him in silence, listening to him, acting and suffering with him (Pope Benedict)
Solo in Cristo possiamo dialogare con Dio Padre come figli, altrimenti non è possibile, ma in comunione col Figlio possiamo anche dire noi come ha detto Lui: «Abbà». In comunione con Cristo possiamo conoscere Dio come Padre vero. Per questo la preghiera cristiana consiste nel guardare costantemente e in maniera sempre nuova a Cristo, parlare con Lui, stare in silenzio con Lui, ascoltarlo, agire e soffrire con Lui (Papa Benedetto)
In today’s Gospel passage, Jesus identifies himself not only with the king-shepherd, but also with the lost sheep, we can speak of a “double identity”: the king-shepherd, Jesus identifies also with the sheep: that is, with the least and most needy of his brothers and sisters […] And let us return home only with this phrase: “I was present there. Thank you!”. Or: “You forgot about me” (Pope Francis)
Nella pagina evangelica di oggi, Gesù si identifica non solo col re-pastore, ma anche con le pecore perdute. Potremmo parlare come di una “doppia identità”: il re-pastore, Gesù, si identifica anche con le pecore, cioè con i fratelli più piccoli e bisognosi […] E torniamo a casa soltanto con questa frase: “Io ero presente lì. Grazie!” oppure: “Ti sei scordato di me” (Papa Francesco)
Thus, in the figure of Matthew, the Gospels present to us a true and proper paradox: those who seem to be the farthest from holiness can even become a model of the acceptance of God's mercy and offer a glimpse of its marvellous effects in their own lives (Pope Benedict))
Nella figura di Matteo, dunque, i Vangeli ci propongono un vero e proprio paradosso: chi è apparentemente più lontano dalla santità può diventare persino un modello (Papa Benedetto)

Due Fuochi due Vie - Vol. 1 Due Fuochi due Vie - Vol. 2 Due Fuochi due Vie - Vol. 3 Due Fuochi due Vie - Vol. 4 Due Fuochi due Vie - Vol. 5 Dialogo e Solstizio I fiammiferi di Maria

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