Dic 16, 2025 Scritto da 

Magnificat e Benedictus

Il Vangelo che è stato appena proclamato è il prologo di due grandi cantici: quello di Maria noto come il “Magnificat” e quello di Zaccaria, il “Benedictus”, che mi piace chiamare “il cantico di Elisabetta o della fecondità”. Migliaia di cristiani in tutto il mondo cominciano la giornata cantando: “Benedetto il Signore” e la concludono “proclamando la sua grandezza perché ha guardato con bontà l’umiltà della sua serva”. In tal modo i credenti di diversi popoli, giorno per giorno, cercano di fare memoria; di ricordare che, di generazione in generazione, la misericordia di Dio si diffonde su tutto il popolo come aveva promesso ai nostri padri. E da questo contesto di memoria grata sgorga il canto di Elisabetta sotto forma di domanda: “A che debbo che la madre del mio Signore venga a me?”. Troviamo Elisabetta, la donna marcata dal segno della sterilità, che canta sotto il segno della fecondità e dello stupore.

Vorrei sottolineare proprio questi due aspetti. Elisabetta, la donna sotto il segno della sterilità e sotto il segno della fecondità.

1. Elisabetta la donna sterile, con tutto ciò che implicava per la mentalità religiosa della sua epoca, che considerava la sterilità come un castigo divino frutto del proprio peccato o di quello dello sposo. Un segno di vergogna impresso nella propria carne, o perché si considera colpevole di un peccato che non ha commesso o perché si sente poco cosa, non essendo all’altezza di ciò che ci si aspettava da lei. Immaginiamo, per un istante, gli sguardi dei suoi familiari, dei suoi vicini, di se stessa... sterilità che penetra a fondo e finisce col paralizzare tutta la vita. Sterilità che può assumere molti nomi e forme ogni volta che una persona prova nella propria carne la vergogna vedendosi stigmatizzata o sentendosi poca cosa (…)

2. E, insieme a Elisabetta, la donna sterile, contempliamo Elisabetta la donna feconda-stupita. È lei la prima a riconoscere e benedire Maria. È lei che in vecchiaia ha sperimentato nella propria vita, nella propria carne, il compimento della promessa fatta da Dio. Colei che non poteva avere figli ha portato nel suo grembo il precursore della salvezza. In lei capiamo che il sogno di Dio non è né sarà la sterilità, e neppure di stigmatizzare o riempire di vergogna i propri figli, ma di far sgorgare in loro e da loro un canto di benedizione. Allo stesso modo lo vediamo in Juan Diego. È stato proprio lui, e non un altro, a recare impressa sul suo mantello, la tilma, l’immagine della Vergine: la Vergine dalla carnagione scura e il volto meticcio, sostenuta da un angelo con ali di quetzal, pellicano e ara; la madre capace di assumere i tratti dei propri figli per farli sentire parte della sua benedizione.

Sembrerebbe che Dio si ostini continuamente a mostrarci che «la pietra scartata dai costruttori è diventata testata d’angolo» (Sal 117, 22).

[Papa Francesco, omelia 12 dicembre 2017]

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don Giuseppe Nespeca

Giuseppe Nespeca è architetto e sacerdote. Cultore della Sacra scrittura è autore della raccolta "Due Fuochi due Vie - Religione e Fede, Vangeli e Tao"; coautore del libro "Dialogo e Solstizio".

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Familiarity at the human level makes it difficult to go beyond this in order to be open to the divine dimension. That this son of a carpenter was the Son of God was hard for them to believe. Jesus actually takes as an example the experience of the prophets of Israel, who in their own homeland were an object of contempt, and identifies himself with them (Pope Benedict)
La familiarità sul piano umano rende difficile andare al di là e aprirsi alla dimensione divina. Che questo Figlio di un falegname sia Figlio di Dio è difficile crederlo per loro. Gesù stesso porta come esempio l’esperienza dei profeti d’Israele, che proprio nella loro patria erano stati oggetto di disprezzo, e si identifica con essi (Papa Benedetto)
These two episodes — a healing and a resurrection — share one core: faith. The message is clear, and it can be summed up in one question: do we believe that Jesus can heal us and can raise us from the dead? The entire Gospel is written in the light of this faith: Jesus is risen, He has conquered death, and by his victory we too will rise again. This faith, which for the first Christians was sure, can tarnish and become uncertain… (Pope Francis)
These two episodes — a healing and a resurrection — share one core: faith. The message is clear, and it can be summed up in one question: do we believe that Jesus can heal us and can raise us from the dead? The entire Gospel is written in the light of this faith: Jesus is risen, He has conquered death, and by his victory we too will rise again. This faith, which for the first Christians was sure, can tarnish and become uncertain… (Pope Francis)
The ability to be amazed at things around us promotes religious experience and makes the encounter with the Lord more fruitful. On the contrary, the inability to marvel makes us indifferent and widens the gap between the journey of faith and daily life (Pope Francis)
La capacità di stupirsi delle cose che ci circondano favorisce l’esperienza religiosa e rende fecondo l’incontro con il Signore. Al contrario, l’incapacità di stupirci rende indifferenti e allarga le distanze tra il cammino di fede e la vita di ogni giorno (Papa Francesco)
An ancient hermit says: “The Beatitudes are gifts of God and we must say a great ‘thank you’ to him for them and for the rewards that derive from them, namely the Kingdom of God in the century to come and consolation here; the fullness of every good and mercy on God’s part … once we have become images of Christ on earth” (Peter of Damascus) [Pope Benedict]
Afferma un antico eremita: «Le Beatitudini sono doni di Dio, e dobbiamo rendergli grandi grazie per esse e per le ricompense che ne derivano, cioè il Regno dei Cieli nel secolo futuro, la consolazione qui, la pienezza di ogni bene e misericordia da parte di Dio … una volta che si sia divenuti immagine del Cristo sulla terra» (Pietro di Damasco) [Papa Benedetto]
And quite often we too, beaten by the trials of life, have cried out to the Lord: “Why do you remain silent and do nothing for me?”. Especially when it seems we are sinking, because love or the project in which we had laid great hopes disappears (Pope Francis)
E tante volte anche noi, assaliti dalle prove della vita, abbiamo gridato al Signore: “Perché resti in silenzio e non fai nulla per me?”. Soprattutto quando ci sembra di affondare, perché l’amore o il progetto nel quale avevamo riposto grandi speranze svanisce (Papa Francesco)
The Kingdom of God grows here on earth, in the history of humanity, by virtue of an initial sowing, that is, of a foundation, which comes from God, and of a mysterious work of God himself (John Paul II)

Due Fuochi due Vie - Vol. 1 Due Fuochi due Vie - Vol. 2 Due Fuochi due Vie - Vol. 3 Due Fuochi due Vie - Vol. 4 Due Fuochi due Vie - Vol. 5 Dialogo e Solstizio I fiammiferi di Maria

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don Giuseppe Nespeca

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