Gen 8, 2026 Scritto da 

Passo avanti: nessuno “merita” la Fede

La fede è «un dono» che non si compra o si acquisisce per i propri meriti. Ispirato dalla liturgia del giorno, Papa Francesco, nella messa celebrata venerdì 15 gennaio a Santa Marta, ha continuato a parlare delle caratteristiche della fede.

Ricordando come il giorno precedente il vangelo avesse presentato l’episodio del lebbroso che dice a Gesù: «Se vuoi, tu puoi guarirmi», il Pontefice si è soffermato sulle figure di altri «decisi», di altri «coraggiosi» spinti dalla fede. Nel riprendere il brano di Marco (2, 1-12), Francesco ha ripercorso l’episodio del paralitico condotto dagli amici al cospetto di Gesù. Il quale, «come al solito, è in mezzo alla gente, tanta gente». Per avvicinare il malato a lui gli amici osano di tutto, «ma non hanno pensato ai rischi» che comporta «far salire la barella sul terrazzo» o anche al rischio «che il proprietario della casa chiamasse i poliziotti e li mandasse in galera». Essi, infatti, «pensavano soltanto ad avvicinarsi a Gesù. Avevano fede».

Si tratta, ha detto il Papa, della «stessa fede di quella signora che anche, in mezzo alla folla, quando Gesù andava a casa di Giairo, si è arrangiata per toccare il lembo della veste di Gesù, del manto di Gesù, per essere guarita». La stessa fede del «centurione che disse: “No, no, maestro, non disturbarti: soltanto una parola tua, e il mio servo sarà guarito». Una fede «forte, coraggiosa, che va avanti», con il «cuore aperto».

A questo punto però, ha sottolineato Francesco, «Gesù fa un passo avanti». Per spiegare quanto affermato, il Pontefice ha richiamato un altro episodio evangelico, quello in cui Gesù «a Nazareth, all’inizio del suo ministero, era andato in sinagoga e aveva detto che era stato inviato per liberare gli oppressi, i carcerati, dare la vista ai ciechi... inaugurare un anno di grazia, cioè un anno — si può capire bene — di perdono, di avvicinamento al Signore». Indicava, cioè, una strada nuova, «una strada verso Dio». La stessa cosa accade con il paralitico al quale non dice semplicemente: «Sii guarito», ma: «Ti sono perdonati i peccati».

Con questa novità, ha fatto rilevare il Papa, Gesù ha innescato la reazioni di «quelli che avevano il cuore chiuso». I quali «già accettavano — fino a un certo punto — che Gesù fosse un guaritore»; ma che perdonasse anche i peccati per loro era «troppo». Pensavano: «Non ha diritto a dire questo, perché soltanto Dio può perdonare i peccati».

Allora Gesù ribatte: «Perché pensate queste cose? Perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere — ed è qui, ha spiegato Francesco, «il passo avanti» — di perdonare i peccati. Alzati, prendi e guarisci». Gesù comincia a parlare con quel linguaggio «che a un certo punto scoraggerà la gente», un linguaggio duro, con il quale «parla di mangiare il suo corpo come strada di salvezza». Comincia, cioè, a «rivelarsi come Dio», cosa che poi farà chiaramente davanti al sommo sacerdote dicendo: «Io sono il Figlio di Dio».

Un passo avanti che viene proposto anche alla fede dei cristiani. Ciascuno di noi, infatti, può avere fede in «Cristo Figlio di Dio, inviato dal Padre per salvarci: sì, salvarci dalle malattie, tante cose buone che il Signore ha fatto e ci aiuta a fare»; ma soprattutto bisogna avere fede che egli è venuto per «salvarci dai nostri peccati, salvarci e portarci dal Padre». È questo, ha detto Papa Francesco, «il punto più difficile da capire». E non solo per gli scribi «che dicevano: “Ma, questo bestemmia! Solo Dio può perdonare i peccati!”». Alcuni discepoli, infatti, «dubitano e se ne vanno» quando Gesù si mostra «con una missione più grande di quella di un uomo, per dare quel perdono, per dare la vita, per ricreare l’umanità». Tanto che lo stesso Gesù «deve chiedere al suo piccolo gruppetto: “Anche voi volete andarvene?”».

Dalla domanda di Gesù, il Pontefice ha preso spunto per invitare ciascuno a chiedersi: «Come è la mia fede in Gesù Cristo? Credo che Gesù Cristo è Dio, è il Figlio di Dio? E questa fede mi cambia la vita? Fa che nel mio cuore si rinnovi in quest’anno di grazia, quest’anno di perdono, quest’anno di avvicinamento al Signore?».

È l’invito a scoprire la qualità della fede, consapevoli che essa «è un dono. Nessuno “merita” la fede. Nessuno la può comprare». Per Francesco occorre chiedersi: «La “mia” fede in Gesù Cristo, mi porta all’umiliazione? Non dico all’umiltà: all’umiliazione, al pentimento, alla preghiera che chiede: “Perdonami, Signore” e che è capace di testimoniare: “Tu sei Dio. Tu ‘puoi’ perdonare i miei peccati”».

Da qui la preghiera conclusiva: «Il Signore ci faccia crescere nella fede» perché facciamo come coloro che, avendo ascoltato Gesù e visto le sue opere, «si meravigliarono e lodavano Dio». È infatti «la lode la prova che io credo che Gesù Cristo è Dio nella mia vita, che è stato inviato a me per “perdonarmi”». E la lode, ha aggiunto il Pontefice, «è gratuita. È un sentimento che dà lo Spirito Santo e ti porta a dire: “Tu sei l’unico Dio”».

[Papa Francesco, s. Marta, in L’Osservatore Romano 16/01/2016]

50
don Giuseppe Nespeca

Giuseppe Nespeca è architetto e sacerdote. Cultore della Sacra scrittura è autore della raccolta "Due Fuochi due Vie - Religione e Fede, Vangeli e Tao"; coautore del libro "Dialogo e Solstizio".

Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Familiarity at the human level makes it difficult to go beyond this in order to be open to the divine dimension. That this son of a carpenter was the Son of God was hard for them to believe. Jesus actually takes as an example the experience of the prophets of Israel, who in their own homeland were an object of contempt, and identifies himself with them (Pope Benedict)
La familiarità sul piano umano rende difficile andare al di là e aprirsi alla dimensione divina. Che questo Figlio di un falegname sia Figlio di Dio è difficile crederlo per loro. Gesù stesso porta come esempio l’esperienza dei profeti d’Israele, che proprio nella loro patria erano stati oggetto di disprezzo, e si identifica con essi (Papa Benedetto)
These two episodes — a healing and a resurrection — share one core: faith. The message is clear, and it can be summed up in one question: do we believe that Jesus can heal us and can raise us from the dead? The entire Gospel is written in the light of this faith: Jesus is risen, He has conquered death, and by his victory we too will rise again. This faith, which for the first Christians was sure, can tarnish and become uncertain… (Pope Francis)
These two episodes — a healing and a resurrection — share one core: faith. The message is clear, and it can be summed up in one question: do we believe that Jesus can heal us and can raise us from the dead? The entire Gospel is written in the light of this faith: Jesus is risen, He has conquered death, and by his victory we too will rise again. This faith, which for the first Christians was sure, can tarnish and become uncertain… (Pope Francis)
The ability to be amazed at things around us promotes religious experience and makes the encounter with the Lord more fruitful. On the contrary, the inability to marvel makes us indifferent and widens the gap between the journey of faith and daily life (Pope Francis)
La capacità di stupirsi delle cose che ci circondano favorisce l’esperienza religiosa e rende fecondo l’incontro con il Signore. Al contrario, l’incapacità di stupirci rende indifferenti e allarga le distanze tra il cammino di fede e la vita di ogni giorno (Papa Francesco)
An ancient hermit says: “The Beatitudes are gifts of God and we must say a great ‘thank you’ to him for them and for the rewards that derive from them, namely the Kingdom of God in the century to come and consolation here; the fullness of every good and mercy on God’s part … once we have become images of Christ on earth” (Peter of Damascus) [Pope Benedict]
Afferma un antico eremita: «Le Beatitudini sono doni di Dio, e dobbiamo rendergli grandi grazie per esse e per le ricompense che ne derivano, cioè il Regno dei Cieli nel secolo futuro, la consolazione qui, la pienezza di ogni bene e misericordia da parte di Dio … una volta che si sia divenuti immagine del Cristo sulla terra» (Pietro di Damasco) [Papa Benedetto]
And quite often we too, beaten by the trials of life, have cried out to the Lord: “Why do you remain silent and do nothing for me?”. Especially when it seems we are sinking, because love or the project in which we had laid great hopes disappears (Pope Francis)
E tante volte anche noi, assaliti dalle prove della vita, abbiamo gridato al Signore: “Perché resti in silenzio e non fai nulla per me?”. Soprattutto quando ci sembra di affondare, perché l’amore o il progetto nel quale avevamo riposto grandi speranze svanisce (Papa Francesco)
The Kingdom of God grows here on earth, in the history of humanity, by virtue of an initial sowing, that is, of a foundation, which comes from God, and of a mysterious work of God himself (John Paul II)

Due Fuochi due Vie - Vol. 1 Due Fuochi due Vie - Vol. 2 Due Fuochi due Vie - Vol. 3 Due Fuochi due Vie - Vol. 4 Due Fuochi due Vie - Vol. 5 Dialogo e Solstizio I fiammiferi di Maria

duevie.art

don Giuseppe Nespeca

Tel. 333-1329741


Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge N°62 del 07/03/2001.
Le immagini sono tratte da internet, ma se il loro uso violasse diritti d'autore, lo si comunichi all'autore del blog che provvederà alla loro pronta rimozione.
L'autore dichiara di non essere responsabile dei commenti lasciati nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze, il cui contenuto fosse ritenuto non idoneo alla pubblicazione verranno insindacabilmente rimossi.