Mag 25, 2026 Scritto da 

L’ipocrita è sempre un adulatore

«Un vero cristiano non può essere ipocrita e un ipocrita non è un vero cristiano»: contro la tentazione della «doppia faccia» Papa Francesco ha usato un linguaggio diretto, senza equivoci. Lo ha fatto nella messa celebrata a Santa Marta martedì 6 giugno, durante la quale ha preso in esame il brano del Vangelo di Marco (12, 13-17) nel quale «alcuni farisei ed erodiani» cercano cogliere in fallo Gesù.

«Nel passo del Vangelo — ha fatto notare — c’è una parola che Gesù usa tanto per qualificare i dottori della legge: “Ma egli conoscendo la loro ipocrisia”: “ipocriti” è la parola che più usa per qualificarli». Costoro, ha spiegato Francesco, sono «ipocriti perché fanno vedere una cosa ma ne pensano un’altra»: essi infatti, ha aggiunto alludendo all’etimologia greca della parola, «parlano, giudicano, ma da sotto è un’altra cosa». Nulla di più distante da Gesù: l’ipocrisia, infatti, «non è il linguaggio di Gesù. L’ipocrisia non è il linguaggio dei cristiani». È un dato assolutamente «chiaro».

Ma se Gesù si preoccupa di mettere in evidenza questa caratteristica, è bene comprenderla a fondo e quindi far emergere «come procedono», come si comportano gli ipocriti.

Innanzitutto, ha detto il Papa, «l’ipocrita sempre è un adulatore, o in tono maggiore o in tono minore, ma è un adulatore». Così, ad esempio, essi si rivolgono a Gesù dicendogli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e non hai soggezione alcuna perché non guardi in faccia nessuno ma insegni la via di Dio secondo la verità». Utilizzano, cioè, «quella adulazione che ammorbidisce il cuore e ammorbidisce la vita».

Quindi, gli «ipocriti sempre incominciano con l’adulazione. E poi fanno una domanda». Nelle tecniche dell’adulazione ci sono anche il «non dire una verità», l’«esagerare», il «far crescere la vanità». A tale riguardo il Pontefice ha ricordato un prete — «conosciuto tanto tempo fa, non qui» — che, «poveretto, si beveva tutte le adulazioni che gli facevano, era la sua debolezza. E i compagni dicevano di lui che aveva imparato male la liturgia», perché non aveva compreso bene il vero senso dell’«incensazione»

Quindi, ha continuato il Papa, «l’adulazione incomincia così, ma con cattiva intenzione». Lo si capisce bene anche rileggendo il brano evangelico: i farisei, per mettere alla prova Gesù, «adulano perché lui creda questo e scivoli». È la tecnica dell’ipocrita: «ti fa vedere che ti vuole bene, sempre ti gonfia, per raggiungere il suo scopo».

C’è poi, ha aggiunto Francesco, «un secondo aspetto» da sottolineare che si ritrova in «quello che fa Gesù». Di fronte al gesto dell’ipocrita che, con la sua «doppia faccia», fa una domanda giusta ma «con un’intenzione ingiusta» — chiedono: «È giusto pagare a Cesare, è giusto?» — Gesù «conoscendo la loro ipocrisia, dice chiaramente: “Perché volete mettermi alla prova, portatemi un denaro, voglio vederlo». Ecco il metodo di Gesù: sempre «agli ipocriti e agli ideologici risponde con la realtà. La realtà è così, tutto l’altro è o ipocrisia o ideologia».

Perciò Gesù dice: «portatemi un denaro». Vuole infatti mostrare «la realtà» e rispondere «con saggezza»: «Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare — la realtà era che il denaro aveva l’immagine del Cesare — e quello che è di Dio a Dio”.

Infine, ha detto il Pontefice, occorre evidenziare un «terzo aspetto» relativo al «linguaggio dell’ipocrisia» e cioè che esso «è il linguaggio dell’inganno, è lo stesso linguaggio del serpente a Eva, è lo stesso. Incomincia con l’adulazione: “No... se voi mangiate di questo sarete grandi, conoscerete tutto...”, per distruggerla».

L’ipocrisia infatti, ha spiegato il Papa, «distrugge, l’ipocrisia uccide, uccide le persone, persino strappa la personalità e l’anima di una persona. Uccide le comunità». E ha aggiunto: «Quando ci sono ipocriti in una comunità c’è un pericolo grande lì, c’è un pericolo molto brutto». Perciò «il Signore Gesù ci ha detto: “Sia il vostro parlare: sì, sì, no, no. Il superfluo procede dal maligno”. È stato chiaro». E a tale riguardo, ha ricordato Francesco, «Giacomo nella sua lettera è più forte ancora: “Il vostro sì sia sì e il vostro no sia no”».

Parole chiare che fanno capire oggi a noi «quanto male» faccia alla Chiesa l’ipocrisia. Quanto male provocano «quei cristiani che cadono in questo atteggiamento peccaminoso che uccide». Perché, ha ribadito il Pontefice, «l’ipocrita è capace di uccidere una comunità. Sta parlando dolcemente, sta giudicando bruttamente una persona. L’ipocrita è un uccisore». In conclusione il Papa ha riassunto la sua riflessione ricordando che l’ipocrisia «incomincia con l’adulazione», che a essa si risponde solo «con la realtà», e che l’ipocrisia usa «lo stesso linguaggio del diavolo che semina quella lingua bifida nelle comunità per distruggerle». Perciò, ha suggerito, «chiediamo al Signore che ci custodisca per non cadere in questo vizio dell’ipocrisia, del truccarci l’atteggiamento ma con cattive intenzioni. Che il Signore ci dia questa grazia: “Signore, che io mai sia ipocrita, che sappia dire la verità e se non posso dirla, stare zitto, ma mai, mai, un’ipocrisia”».

[Papa Francesco, omelia s. Marta, in L’Osservatore Romano 07/06/2017]

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don Giuseppe Nespeca

Giuseppe Nespeca è architetto e sacerdote. Cultore della Sacra scrittura è autore della raccolta "Due Fuochi due Vie - Religione e Fede, Vangeli e Tao"; coautore del libro "Dialogo e Solstizio".

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For Jesus, faith has a decisive importance for the purposes of salvation. St Paul will develop Christ's teaching when, in conflict with those who wished to base the hope of salvation on observance of the Jewish law, he forcefully affirms that faith in Christ is the only source of salvation: "We hold that a man is justified by faith apart from works of law" (Rom 3:28) [John Paul II]
Ai fini della salvezza, la fede ha per Gesù un'importanza decisiva. San Paolo svilupperà l'insegnamento di Cristo quando, in contrasto con quanti volevano fondare la speranza di salvezza sull'osservanza della legge giudaica, affermerà con forza che la fede in Cristo è la sola fonte di salvezza: "Noi riteniamo, infatti, che l'uomo è giustificato per la fede, indipendentemente dalle opere della legge" (Rm 3,28) [Giovanni Paolo II]
Jesus did not shun contact with that man; on the contrary, impelled by deep participation in his condition, he stretched out his hand and touched the man — overcoming the legal prohibition [Pope Benedict]
Gesù non sfugge al contatto con quell’uomo, anzi, spinto da intima partecipazione alla sua condizione, stende la mano e lo tocca – superando il divieto legale [Papa Benedetto]
In the heart of every man there is the desire for a house [...] My friends, this brings about a question: “How do we build this house?” (Pope Benedict)
Nel cuore di ogni uomo c'è il desiderio di una casa [...] Amici miei, una domanda si impone: "Come costruire questa casa?" (Papa Benedetto)
Every time we open ourselves to God's call, we prepare, like John, the way of the Lord among men (John Paul II)
Tutte le volte che ci apriamo alla chiamata di Dio, prepariamo, come Giovanni, la via del Signore tra gli uomini (Giovanni Paolo II)
Christian beatitude, as a synonym for holiness, is not separated from a component of suffering or at least of difficulty [...] But the kingdom of heaven is for the nonconformists (John Paul II)
La beatitudine cristiana, come sinonimo di santità, non è disgiunta da una componente di sofferenza o almeno di difficoltà […] Ma il regno dei cieli è per gli anticonformisti (Giovanni Paolo II)
Paolo VI stated that the world today is suffering above all from a lack of brotherhood: “Human society is sorely ill. The cause is not so much the depletion of natural resources, nor their monopolistic control by a privileged few; it is rather the weakening of brotherly ties between individuals and nations” (Pope Benedict)
Paolo VI affermava che il mondo soffre oggi soprattutto di una mancanza di fraternità: «Il mondo è malato. Il suo male risiede meno nella dilapidazione delle risorse o nel loro accaparramento da parte di alcuni, che nella mancanza di fraternità tra gli uomini e tra i popoli» (Papa Benedetto)
Our commitment does not consist exclusively of activities or programmes of promotion and assistance; what the Holy Spirit mobilizes is not an unruly activism, but above all an attentiveness that considers the other in a certain sense as one with ourselves (Pope Francis)
Il nostro impegno non consiste esclusivamente in azioni o in programmi di promozione e assistenza; quello che lo Spirito mette in moto non è un eccesso di attivismo, ma prima di tutto un’attenzione rivolta all’altro considerandolo come un’unica cosa con se stesso (Papa Francesco)

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