Lug 12, 2026 Scritto da 

Sono Corazìn? Sono Betsaida? Sono Cafarnao?

Papa Francesco, nell’ omelia della Messa a Casa Santa Marta, invita a riflettere sull’ ipocrisia dei giusti, che vivono il cristianesimo “come un’abitudine sociale”, non portano Gesù nella vita quotidiana e così lo cacciano dal cuore. Se facciamo così “siamo cristiani, ma viviamo come pagani”

Noi, che siamo nati in una società cristiana, rischiamo di  vivere il cristianesimo “come un’abitudine sociale”, formalmente, con “l’ipocrisia dei giusti”, che hanno “paura di lasciarsi amare”. E finita la Messa lasciamo Gesù in chiesa, “non torna con noi a casa”, nella vita quotidiana. Guai a noi, così cacciamo Gesù dal nostro cuore: “Siamo cristiani, ma viviamo come pagani”. Papa Francesco invita tutti ad un esame di coscienza, nell’omelia della Messa del mattino celebrata a Casa Santa Marta, commentando il Vangelo di San Luca e il rimprovero di Gesù alla gente di Betsàida, Corazìn e Cafàrnao, che non hanno creduto in lui nonostante i miracoli.

Gesù piange per chi non è capace di amare

Gesù “è addolorato per essere respinto”, spiega Francesco, mentre città pagane come Tiro e Sidone, vedendo i suoi miracoli “di sicuro avrebbero creduto”. E piange, “perché questa gente non era stata capace di amare”, mentre Lui “voleva arrivare a tutti i cuori, con un messaggio che non era un messaggio dittatoriale, ma era un messaggio d’amore”.

Noi, nati cristiani, che ci dimentichiamo di Gesù

Al posto degli abitanti delle tre città, mettiamo noi, mettiamo me, prosegue il Papa. “Io che ho ricevuto tanto dal Signore, sono nato in una società cristiana, ho conosciuto Gesù Cristo, ho conosciuto la salvezza”, sono stato educato alla fede. E con molta facilità mi dimentico di Gesù. Poi invece “sentiamo notizie di altra gente che subito ascolta l’annuncio di Gesù, si converte e lo segue”. Ma noi, commenta il Pontefice, siamo “abituati”.

E quest’abitudine ci fa male, perché riduciamo il Vangelo a un fatto sociale, sociologico, e non a un rapporto personale con Gesù. Gesù parla a me, parla a te, parla a ognuno di noi. La predica di Gesù è per ognuno di noi. Come mai quei pagani che, appena sentono la predica di Gesù, vanno con lui, e io che sono nato, sono nata, qui, in una società cristiana, mi abituo, e il cristianesimo è come fosse un’abitudine sociale, una veste che ho indosso e poi la lascio? E Gesù piange, su ognuno di noi quando noi viviamo il cristianesimo formalmente, non realmente.

L'ipocrisia dei giusti è paura di lasciarsi amare

Se facciamo così, chiarisce Papa Francesco, siamo un po’ ipocriti, con l’ipocrisia dei giusti.

C’è l’ipocrisia dei peccatori, ma l’ipocrisia dei giusti è la paura dell’amore di Gesù, la paura di lasciarsi amare. E in realtà, quando noi facciamo questo, cerchiamo di gestire noi il rapporto con Gesù. “Sì, io vado alla Messa ma tu fermati nella chiesa che io poi vado a casa”. 

“E Gesù non torna con noi a casa: nella famiglia, nell’educazione dei figli, nella scuola, nel quartiere…”

Facciamo finta di avere Gesù, ma lo abbiamo cacciato

Così Gesù rimane là in Chiesa, commenta amaro Francesco, “O rimane nel crocifisso o l’immaginetta”.

Oggi può essere per noi una giornata di esame di coscienza, con questo ritornello: “Guai a te, guai a te”, perché ti ho dato tanto, ho dato me stesso, ti ho scelto per essere cristiano, essere cristiana, e tu preferisci una vita a metà e metà, una vita superficiale: un po’ sì di cristianesimo e acqua benedetta ma niente di più. In realtà, quando si vive questa ipocrisia cristiana, quello che noi facciamo è cacciare via Gesù dal nostro cuore. Facciamo finta di averlo, ma lo abbiamo cacciato via. “Siamo cristiani, fieri di essere cristiani”, ma viviamo come pagani.

La preghiera: tu mi hai dato tanto, io sono ingrato

Ognuno di noi, conclude il Papa, pensi: “Sono Corazìn? Sono Betsàida? Sono Cafarnao?”. E se Gesù piange, chiedere la grazia di piangere anche noi. Con questa preghiera: “Signore, tu mi hai dato tanto. Il mio cuore è tanto duro che non ti lascia entrare. ho peccato di ingratitudine, sono un ingrato, sono una ingrata”. “E chiediamo allo Spirito Santo che ci spalanchi le porte del cuore, affinché Gesù possa entrare, affinché non solo udiamo Gesù”, ma ascoltiamo il suo messaggio di salvezza e “rendiamo grazie per tante cose buone che ha fatto per ognuno di noi”.

 

[Papa Francesco, s. Marta; Alessandro Di Bussolo (a cura di)

https://www.vaticannews.va/it/papa-francesco/messa-santa-marta/2018-10/papa-francesco-omelia-messa-santa-marta-guai-cristiani-ipocriti.html]

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don Giuseppe Nespeca

Giuseppe Nespeca è architetto e sacerdote. Cultore della Sacra scrittura è autore della raccolta "Due Fuochi due Vie - Religione e Fede, Vangeli e Tao"; coautore del libro "Dialogo e Solstizio".

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For Jesus we are not a "mass", a "multitude"! We are individual "persons" with an eternal value, both as creatures and as re-deemed persons! He knows us! He knows me, and loves me and gave himself for me! (Gal 2:20) [John Paul II]
Non siamo “massa”, “moltitudine”, per Gesù! Siamo “persone” singole con un valore eterno, sia come creature sia come persone redente! lui ci conosce! lui mi conosce, e mi ama e ha dato se stesso per me! (Gal 2,20) [Giovanni Paolo II]
The grain of wheat that "falls to the ground and dies" becomes the promise of bread (Pope John Paul II)
Il chicco di grano che “cade in terra e muore” diventa la promessa del pane (Papa Giovanni Paolo II)
The power of faith can move mountains (cf. Mt 17:20): the Lord can illuminate even the deepest darkness [Pope Benedict]
La forza della fede può spostare le montagne (cfr Mt 17,20): il Signore può illuminare anche la tenebra più profonda [Papa Benedetto]
By willingly accepting death, Jesus carries the cross of all human beings and becomes a source of salvation for the whole of humanity. St Cyril of Jerusalem commented: “The glory of the Cross led those who were blind through ignorance into light, loosed all who were held fast by sin and brought redemption to the whole world of mankind” (Catechesis Illuminandorum XIII, 1: de Christo crucifixo et sepulto: PG 33, 772 B) [Pope Benedict]
Accettando volontariamente la morte, Gesù porta la croce di tutti gli uomini e diventa fonte di salvezza per tutta l’umanità. San Cirillo di Gerusalemme commenta: «La croce vittoriosa ha illuminato chi era accecato dall’ignoranza, ha liberato chi era prigioniero del peccato, ha portato la redenzione all’intera umanità» (Catechesis Illuminandorum XIII,1: de Christo crucifixo et sepulto: PG 33, 772 B) [Papa Benedetto]
In the New Testament, it is Christ who constitutes the full manifestation of God's light [Pope Benedict]
Nel Nuovo Testamento è Cristo a costituire la piena manifestazione della luce di Dio [Papa Benedetto]
Faith opens us to knowing and welcoming the real identity of Jesus, his newness and oneness, his word, as a source of life, in order to live a personal relationship with him. Knowledge of the faith grows, it grows with the desire to find the way and in the end it is a gift of God who does not reveal himself to us as an abstract thing without a face or a name, because faith responds to a Person who wants to enter into a relationship of deep love with us and to involve our whole life (Pope Benedict)
La fede ci apre a conoscere e ad accogliere la reale identità di Gesù, la sua novità e unicità, la sua Parola, come fonte di vita, per vivere una relazione personale con Lui. Il conoscere della fede cresce, cresce con il desiderio di trovare la strada, ed è finalmente un dono di Dio, che si rivela a noi non come una cosa astratta senza volto e senza nome, ma la fede risponde a una Persona, che vuole entrare in un rapporto di amore profondo con noi e coinvolgere tutta la nostra vita (Papa Benedetto)
Jesus Christ clearly indicates that even acts of devotion and penance (such as fasting, almsgiving, prayer), which by their religious purpose are primarily 'interior', can succumb to current 'externalism', and can therefore be falsified [John Paul II]
Gesù Cristo indica chiaramente che anche gli atti di devozione e di penitenza (come digiuno, elemosina, preghiera) che per la loro finalità religiosa sono principalmente “interiori”, possono cedere all’“esteriorismo” corrente, e quindi possono essere falsificati [Giovanni Paolo II]

Due Fuochi due Vie - Vol. 1 Due Fuochi due Vie - Vol. 2 Due Fuochi due Vie - Vol. 3 Due Fuochi due Vie - Vol. 4 Due Fuochi due Vie - Vol. 5 Dialogo e Solstizio I fiammiferi di Maria

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