Gen 9, 2026 Scritto da 

Ma può partecipare al rito?

Seduto e con l’occhio sui registri, solo poi ricco - anzi, ‘signore’

(Mc 2,13-17)

 

Nell’epoca in cui Mc redige il suo Vangelo nelle comunità di Roma sorge un attrito sul genere di partecipazione ammissibile alle riunioni, e sullo Spezzare il Pane.

Conflitto di opinioni che metteva di fronte uno contro l’altro il gruppo dei convertiti provenienti dal paganesimo e quello giudaizzante.

Mc narra l’episodio di Levi [evitando di chiamarlo esplicitamente Matteo] per accentuare la sua derivazione - e in tal guisa descrivere come Gesù stesso aveva affrontato il medesimo conflitto: senz’alcuna attenzione rituale o sacrale, se non all’uomo.

L’evangelista intendeva così aiutare i fedeli a comprendere il balzo dalla religiosità comune alla Fede nella Persona del Cristo, e la fiducia nei fratelli, senza distinzioni.

A tale scopo il passo di Vangelo sottolinea che gli stessi apostoli (v.15) non erano stati affatto chiamati dal Signore alla rigorosa prassi di segregazione tipica delle credenze etnico-puriste.

La Lieta Notizia di Mc è che la vita di Comunione non è una gratificazione, né un riconoscimento.

L’Eucaristia non è premio per i meriti, né un discrimine a favore di emarginazioni sacrali.

La proibizione dev’essere sostituita dall’amicizia. L’intransigenza va soppiantata dall’indulgenza, la durezza dalla condiscendenza.

I seguaci del Signore devono condividere la vita con chiunque - persino pubblici peccatori come il figlio di Alfeo.

Ciò senza prima pretendere alcuna patente, né lunghe discipline dell’arcano - o pratiche che celebrino distanze [come le abluzioni che precedevano il pasto].

Nel testo parallelo di Mt 9,9-13 l’esattore è chiamato esplicitamente per nome: Matteo, onde sottolineare l’identico richiamo alla comunità.

Matathiah significa infatti «uomo di Dio», «dato da Dio»; precisamente «Dono di Dio» [Matath-Yah].

Secondo l’insegnamento diretto dello stesso Gesù - persino nei confronti di uno degli apostoli - l’unica impurità è quella di non dare spazio a chi lo chiede perché non ne ha.

Il Signore vuole condivisione coi trasgressori, non a motivo d’una banalità ideologica: è l’invito a riconoscersi. Non per sottometterci a qualche paternalismo umiliante, ma perché lasciarsi trasformare da poveri o ricchi in ‘signori’, è una risorsa.

«E avviene che Egli si adagia a Mensa nella Sua Casa e molti pubblicani e peccatori erano stesi con Gesù e i suoi discepoli, perché erano moltitudini e lo seguivano» (v.15).

«Erano stesi [a mensa]»: secondo il modo di celebrare i banchetti solenni da parte degli uomini ‘liberi’ - ormai tutti liberi.

Che meraviglia, un ‘ostensorio’ del genere! Un Corpo vivo di Cristo che profuma di concreta Unione, convivialità delle differenze - non di respingimenti per trasgressione!

È questa tutta empatica e regale la bella consapevolezza che spiana e rende credibile il contenuto dell’Annuncio (v.17) - sebbene urti la suscettibilità dei maestri ufficiali.

Ma Gesù inaugura un nuovo tipo di relazioni, e un’Alleanza Nuova, di feconde divergenze - anche dentro noi.

 

Non è la ‘perfezione’ che ci fa amare l’Esodo.

 

 

[Sabato 1.a sett. T.O. 17 gennaio 2026]

194 Ultima modifica il Sabato, 17 Gennaio 2026 12:00
don Giuseppe Nespeca

Giuseppe Nespeca è architetto e sacerdote. Cultore della Sacra scrittura è autore della raccolta "Due Fuochi due Vie - Religione e Fede, Vangeli e Tao"; coautore del libro "Dialogo e Solstizio".

Familiarity at the human level makes it difficult to go beyond this in order to be open to the divine dimension. That this son of a carpenter was the Son of God was hard for them to believe. Jesus actually takes as an example the experience of the prophets of Israel, who in their own homeland were an object of contempt, and identifies himself with them (Pope Benedict)
La familiarità sul piano umano rende difficile andare al di là e aprirsi alla dimensione divina. Che questo Figlio di un falegname sia Figlio di Dio è difficile crederlo per loro. Gesù stesso porta come esempio l’esperienza dei profeti d’Israele, che proprio nella loro patria erano stati oggetto di disprezzo, e si identifica con essi (Papa Benedetto)
These two episodes — a healing and a resurrection — share one core: faith. The message is clear, and it can be summed up in one question: do we believe that Jesus can heal us and can raise us from the dead? The entire Gospel is written in the light of this faith: Jesus is risen, He has conquered death, and by his victory we too will rise again. This faith, which for the first Christians was sure, can tarnish and become uncertain… (Pope Francis)
These two episodes — a healing and a resurrection — share one core: faith. The message is clear, and it can be summed up in one question: do we believe that Jesus can heal us and can raise us from the dead? The entire Gospel is written in the light of this faith: Jesus is risen, He has conquered death, and by his victory we too will rise again. This faith, which for the first Christians was sure, can tarnish and become uncertain… (Pope Francis)
The ability to be amazed at things around us promotes religious experience and makes the encounter with the Lord more fruitful. On the contrary, the inability to marvel makes us indifferent and widens the gap between the journey of faith and daily life (Pope Francis)
La capacità di stupirsi delle cose che ci circondano favorisce l’esperienza religiosa e rende fecondo l’incontro con il Signore. Al contrario, l’incapacità di stupirci rende indifferenti e allarga le distanze tra il cammino di fede e la vita di ogni giorno (Papa Francesco)
An ancient hermit says: “The Beatitudes are gifts of God and we must say a great ‘thank you’ to him for them and for the rewards that derive from them, namely the Kingdom of God in the century to come and consolation here; the fullness of every good and mercy on God’s part … once we have become images of Christ on earth” (Peter of Damascus) [Pope Benedict]
Afferma un antico eremita: «Le Beatitudini sono doni di Dio, e dobbiamo rendergli grandi grazie per esse e per le ricompense che ne derivano, cioè il Regno dei Cieli nel secolo futuro, la consolazione qui, la pienezza di ogni bene e misericordia da parte di Dio … una volta che si sia divenuti immagine del Cristo sulla terra» (Pietro di Damasco) [Papa Benedetto]
And quite often we too, beaten by the trials of life, have cried out to the Lord: “Why do you remain silent and do nothing for me?”. Especially when it seems we are sinking, because love or the project in which we had laid great hopes disappears (Pope Francis)
E tante volte anche noi, assaliti dalle prove della vita, abbiamo gridato al Signore: “Perché resti in silenzio e non fai nulla per me?”. Soprattutto quando ci sembra di affondare, perché l’amore o il progetto nel quale avevamo riposto grandi speranze svanisce (Papa Francesco)
The Kingdom of God grows here on earth, in the history of humanity, by virtue of an initial sowing, that is, of a foundation, which comes from God, and of a mysterious work of God himself (John Paul II)

Due Fuochi due Vie - Vol. 1 Due Fuochi due Vie - Vol. 2 Due Fuochi due Vie - Vol. 3 Due Fuochi due Vie - Vol. 4 Due Fuochi due Vie - Vol. 5 Dialogo e Solstizio I fiammiferi di Maria

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