Gen 15, 2026 Scritto da 

L’asse è stare con Lui

Chiama a Sé e ‘fa’ i Dodici: emergenza grande, per piccolo Nome

(Mc 3,13-19)

 

In Cristo, medico dell'umanità sofferente, le cose dell’anima sembrano diverse, e così le relazioni.

Tutto questo porta il suo gruppo a una differente visione di sé, della storia, del mondo, delle moltitudini (vv.7-9) e dei problemi.

L’asse è stare con Lui (v.14) ossia formare Chiesa in Lui. Infatti è fondamentale prima maturare, ovunque viviamo.

Chi coltiva molte brame, le proietta; procura i suoi stessi influssi torbidi. Per questo è necessaria la riflessone; quella critica, che scava davvero.

Essa trasmette il senso del nostro scendere in campo, e una retta disposizione.

Lo stare con Gesù annienta le infedeltà che non proponendo semplicità di vita e valori dello spirito, allontanano, edificando altri templi e santuari.

La carica di universalità contenuta nel radicamento ai valori trasmesso dal dialogo con Lui, c’interroga; nelle relazioni così come nella conoscenza di sé.

Comprendiamo che… stimoli, flessioni, princìpi virtuosi, lacune, lati nascosti, traguardi e momenti-no sono aspetti energetici complementari.

Sembra un paradosso, ma l’apertura ai bisogni delle moltitudini resta un problema squisitamente non esteriore.

È da se stessi e a partire dalla comunità già variegata che si guarda il mondo, sapendone recuperare i lati opposti.

È la Via dell’Interno che compenetra la via dell’esterno.

È la strada intima a poter combattere il potere del male che soffoca gli aneliti di vita e annienta le personalità.

 

Bisogna anzitutto guarire ciò ch’è essenziale e prossimo.

Certo, chi non accetta il rischio, non può essere missionario; chi non è inserito fra i poveri, non conosce il loro mondo.

Ma chi non è ‘fatto’ libero [v.14: «fece Dodici»] non può liberare (v.15).

Chi non è formato non può educare; non può ‘rifare la storia dall’inizio’.

Unico modo poi di scrutare lontano e senza confini è ‘attenersi alla ragione delle cose’.

Principio che si conosce in Cristo Logos e solo se non fuorviati dalla superficialità delle riduzioni.

Intesa in Dio la natura delle creature, e conformandovisi, tutti vengono ispirati a trasmutare e completarsi, senza forzature alienanti. 

Esercitando una pratica di ‘bontà anche con se stessi’.

Per capire questo e avvicinarsi al senso della loro Unicità missionale, il Figlio stesso deve salire su «‘il’ Monte» (v.13), assimilandosi alla Visione del Padre.

Nessuno degli apostoli era per sé degno della Chiamata.

Gran parte di loro ha nomi tipici del giudaismo, addirittura del tempo dei patriarchi - il che indica un’estrazione culturale e spirituale radicata più nella religione comune che nella Fede personale; non facile da gestire.

Eppure fatti suoi intimi, per Nome’ - catena che ha unito il Cielo con il destino della loro missione sanante, ormai senza steccati.

Annuncio di nuova Luce accolta in Dono: dove appunto non appare una sola forma o un solo colore.

 

Per un contagio non allarmistico né unilaterale, ma florido, poliedrico, talora “nascosto” - e inquieto.

 

 

[Venerdì 2.a sett. T.O.  23 gennaio 2026]

316 Ultima modifica il Venerdì, 23 Gennaio 2026 12:00
don Giuseppe Nespeca

Giuseppe Nespeca è architetto e sacerdote. Cultore della Sacra scrittura è autore della raccolta "Due Fuochi due Vie - Religione e Fede, Vangeli e Tao"; coautore del libro "Dialogo e Solstizio".

Anyone who welcomes the Lord into his life and loves him with all his heart is capable of a new beginning. He succeeds in doing God’s will: to bring about a new form of existence enlivened by love and destined for eternity (Pope Benedict)
Chi accoglie il Signore nella propria vita e lo ama con tutto il cuore è capace di un nuovo inizio. Riesce a compiere la volontà di Dio: realizzare una nuova forma di esistenza animata dall’amore e destinata all’eternità (Papa Benedetto)
You ought not, however, to be satisfied merely with knocking and seeking: to understand the things of God, what is absolutely necessary is oratio. For this reason, the Saviour told us not only: ‘Seek and you will find’, and ‘Knock and it shall be opened to you’, but also added, ‘Ask and you shall receive’ [Verbum Domini n.86; cit. Origen, Letter to Gregory]
Non ti devi però accontentare di bussare e di cercare: per comprendere le cose di Dio ti è assolutamente necessaria l’oratio. Proprio per esortarci ad essa il Salvatore ci ha detto non soltanto: “Cercate e troverete”, e “Bussate e vi sarà aperto”, ma ha aggiunto: “Chiedete e riceverete” [Verbum Domini n.86; cit. Origene, Lettera a Gregorio]
In the crucified Jesus, a kind of transformation and concentration of the signs occurs: he himself is the “sign of God” (John Paul II)
In Gesù crocifisso avviene come una trasformazione e concentrazione dei segni: è Lui stesso il "segno di Dio" (Giovanni Paolo II)
Only through Christ can we converse with God the Father as children, otherwise it is not possible, but in communion with the Son we can also say, as he did, “Abba”. In communion with Christ we can know God as our true Father. For this reason Christian prayer consists in looking constantly at Christ and in an ever new way, speaking to him, being with him in silence, listening to him, acting and suffering with him (Pope Benedict)
Solo in Cristo possiamo dialogare con Dio Padre come figli, altrimenti non è possibile, ma in comunione col Figlio possiamo anche dire noi come ha detto Lui: «Abbà». In comunione con Cristo possiamo conoscere Dio come Padre vero. Per questo la preghiera cristiana consiste nel guardare costantemente e in maniera sempre nuova a Cristo, parlare con Lui, stare in silenzio con Lui, ascoltarlo, agire e soffrire con Lui (Papa Benedetto)
In today’s Gospel passage, Jesus identifies himself not only with the king-shepherd, but also with the lost sheep, we can speak of a “double identity”: the king-shepherd, Jesus identifies also with the sheep: that is, with the least and most needy of his brothers and sisters […] And let us return home only with this phrase: “I was present there. Thank you!”. Or: “You forgot about me” (Pope Francis)
Nella pagina evangelica di oggi, Gesù si identifica non solo col re-pastore, ma anche con le pecore perdute. Potremmo parlare come di una “doppia identità”: il re-pastore, Gesù, si identifica anche con le pecore, cioè con i fratelli più piccoli e bisognosi […] E torniamo a casa soltanto con questa frase: “Io ero presente lì. Grazie!” oppure: “Ti sei scordato di me” (Papa Francesco)
Thus, in the figure of Matthew, the Gospels present to us a true and proper paradox: those who seem to be the farthest from holiness can even become a model of the acceptance of God's mercy and offer a glimpse of its marvellous effects in their own lives (Pope Benedict))
Nella figura di Matteo, dunque, i Vangeli ci propongono un vero e proprio paradosso: chi è apparentemente più lontano dalla santità può diventare persino un modello (Papa Benedetto)

Due Fuochi due Vie - Vol. 1 Due Fuochi due Vie - Vol. 2 Due Fuochi due Vie - Vol. 3 Due Fuochi due Vie - Vol. 4 Due Fuochi due Vie - Vol. 5 Dialogo e Solstizio I fiammiferi di Maria

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don Giuseppe Nespeca

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