Feb 13, 2026 Scritto da 

Ma può partecipare al rito?

La Conversione, le cose proibite e il Medico degli opposti

(Lc 5,27-32)

 

Nell’epoca in cui Lc redige il suo Vangelo (subito dopo metà anni 80) la comunità di pagani convertiti a Cristo di Efeso era pervasa da vive tentazioni e segnata da defezioni.

In aggiunta, nel dibattito interno di chiesa sorge un interrogativo sul genere di partecipazione ammissibile alle riunioni, e lo Spezzare il Pane.

L’evangelista narra l’episodio di «Levi», evitando di chiamarlo semplicemente Matteo - quasi ad accentuare la sua derivazione, semitica e paradossalmente cultuale.

Così Lc vuole descrivere come Gesù stesso aveva affrontato il medesimo conflitto: senz’alcuna attenzione rituale o sacrale, se non all’uomo.

Insomma, secondo il Maestro, nel cammino di Fede il rapporto coi lontani, diversi, e i nostri stessi disagi o abissi reconditi, hanno qualcosa da dirci.

Il Padre è Presenza amica. La sua iniziativa di vita salvata è per tutti, anche per chi non sa far altro che badare ai suoi registri.

Ciò sminuisce e supera l’ossessione di peccato che le religioni ritenevano barriera insuperabile per la comunione con Dio - marchiando la vita.

La Lieta Notizia è che l’Eucaristia (v.29) non è un premio per i meriti (v.30). 

Mangiare insieme era segno di condivisione preziosa, anche sul piano religioso. Nei conviti, gli osservanti evitavano il contatto con i membri peccatori del loro stesso popolo.

Tutti invece sono chiamati e ciascuno può rinascere, addirittura superando i puri.

Quindi mettersi fra i peccatori non è una disfatta, bensì verità. E il peccato stesso non è più solo una deviazione da correggere.

Per questo la figura del nuovo Maestro toccava il cuore della gente: portava il segno della Grazia; la comunione ai perduti e colpevoli.

Ma con tali gesti il Figlio sembrava si mettesse al posto di Dio (v.30).

Infatti il Padre ci coglie senza steccati, nel punto in cui siamo: non bada alla condizione sociale e alla provenienza.

Fra i discepoli è probabile che ci fossero non pochi membri della resistenza palestinese [guerriglieri che lottavano contro gli occupanti romani].

Per contro, qui Gesù chiama un collaborazionista che si lasciava guidare dal vantaggio.

Come dire: la Comunità nuova dei figli e fratelli non coltiva privilegi, separazioni, oppressioni, odi.

Il Maestro si è sempre tenuto al di sopra degli urti politici, delle distinzioni ideologiche e delle dispute corrive del suo tempo.

Nella sua Chiesa c’è un segno forte di discontinuità.

Egli non invita alla sequela i migliori o i peggiori, ma gli opposti - anche della nostra personalità. Vuole disporci «a conversione» (v.32): farci cambiare punto di vista, mentalità, princìpi, modo di essere.

In tale avventura non siamo chiamati a forme di dissociazione: si parte da se stessi.

In tal guisa Gesù inaugura un nuovo tipo di relazioni, anche dentro di noi. Un’Alleanza Nuova, di feconde divergenze.

E Crea tutto la sola Parola «Segui Me» (v.27) [non altri].

Pertanto, in questa Quaresima possiamo mettere fra parentesi l’idea di appartenenza; per contare solo su Dio, rompere le barriere, e fare Festa.

 

Non è la ‘perfezione’ che ci fa amare l’Esodo.

 

 

[Sabato dopo le Ceneri, 21 febbraio 2026]

344 Ultima modifica il Sabato, 21 Febbraio 2026 12:04
don Giuseppe Nespeca

Giuseppe Nespeca è architetto e sacerdote. Cultore della Sacra scrittura è autore della raccolta "Due Fuochi due Vie - Religione e Fede, Vangeli e Tao"; coautore del libro "Dialogo e Solstizio".

Anyone who welcomes the Lord into his life and loves him with all his heart is capable of a new beginning. He succeeds in doing God’s will: to bring about a new form of existence enlivened by love and destined for eternity (Pope Benedict)
Chi accoglie il Signore nella propria vita e lo ama con tutto il cuore è capace di un nuovo inizio. Riesce a compiere la volontà di Dio: realizzare una nuova forma di esistenza animata dall’amore e destinata all’eternità (Papa Benedetto)
You ought not, however, to be satisfied merely with knocking and seeking: to understand the things of God, what is absolutely necessary is oratio. For this reason, the Saviour told us not only: ‘Seek and you will find’, and ‘Knock and it shall be opened to you’, but also added, ‘Ask and you shall receive’ [Verbum Domini n.86; cit. Origen, Letter to Gregory]
Non ti devi però accontentare di bussare e di cercare: per comprendere le cose di Dio ti è assolutamente necessaria l’oratio. Proprio per esortarci ad essa il Salvatore ci ha detto non soltanto: “Cercate e troverete”, e “Bussate e vi sarà aperto”, ma ha aggiunto: “Chiedete e riceverete” [Verbum Domini n.86; cit. Origene, Lettera a Gregorio]
In the crucified Jesus, a kind of transformation and concentration of the signs occurs: he himself is the “sign of God” (John Paul II)
In Gesù crocifisso avviene come una trasformazione e concentrazione dei segni: è Lui stesso il "segno di Dio" (Giovanni Paolo II)
Only through Christ can we converse with God the Father as children, otherwise it is not possible, but in communion with the Son we can also say, as he did, “Abba”. In communion with Christ we can know God as our true Father. For this reason Christian prayer consists in looking constantly at Christ and in an ever new way, speaking to him, being with him in silence, listening to him, acting and suffering with him (Pope Benedict)
Solo in Cristo possiamo dialogare con Dio Padre come figli, altrimenti non è possibile, ma in comunione col Figlio possiamo anche dire noi come ha detto Lui: «Abbà». In comunione con Cristo possiamo conoscere Dio come Padre vero. Per questo la preghiera cristiana consiste nel guardare costantemente e in maniera sempre nuova a Cristo, parlare con Lui, stare in silenzio con Lui, ascoltarlo, agire e soffrire con Lui (Papa Benedetto)
In today’s Gospel passage, Jesus identifies himself not only with the king-shepherd, but also with the lost sheep, we can speak of a “double identity”: the king-shepherd, Jesus identifies also with the sheep: that is, with the least and most needy of his brothers and sisters […] And let us return home only with this phrase: “I was present there. Thank you!”. Or: “You forgot about me” (Pope Francis)
Nella pagina evangelica di oggi, Gesù si identifica non solo col re-pastore, ma anche con le pecore perdute. Potremmo parlare come di una “doppia identità”: il re-pastore, Gesù, si identifica anche con le pecore, cioè con i fratelli più piccoli e bisognosi […] E torniamo a casa soltanto con questa frase: “Io ero presente lì. Grazie!” oppure: “Ti sei scordato di me” (Papa Francesco)
Thus, in the figure of Matthew, the Gospels present to us a true and proper paradox: those who seem to be the farthest from holiness can even become a model of the acceptance of God's mercy and offer a glimpse of its marvellous effects in their own lives (Pope Benedict))
Nella figura di Matteo, dunque, i Vangeli ci propongono un vero e proprio paradosso: chi è apparentemente più lontano dalla santità può diventare persino un modello (Papa Benedetto)

Due Fuochi due Vie - Vol. 1 Due Fuochi due Vie - Vol. 2 Due Fuochi due Vie - Vol. 3 Due Fuochi due Vie - Vol. 4 Due Fuochi due Vie - Vol. 5 Dialogo e Solstizio I fiammiferi di Maria

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don Giuseppe Nespeca

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