Mag 19, 2026 Scritto da 

La prima fila, o l’anti-ambizione

Scelta del Calice

(Mc 10,32-45)

 

Mc scrive il suo Vangelo nell’anno dei quattro Cesari (68-69). In semplicità, ne riflette le emergenze o le tensioni anche comunitarie.

Malgrado la persecuzione di Nerone sia passata da pochi anni, immediatamente i credenti tornano a sgomitare fra loro per essere “grandi” e al primo posto.

Dentro la comunità romana riparte la gara del primeggiare. Ecco lo spunto del richiamo evangelico.

Farsi venerare, fame di protagonismo, meglio contare che essere contati? Il posto d’onore è l’ultimo.

L’alternativa è: una religione che produce e ribadisce distanze, o la vita di umiltà-coesistenza segnata da simpatia verso i meno titolati.

In tal guisa, la persona di Fede si riconosce e caratterizza grazie alla compiutezza umana, che l’assomiglia a Dio.

 

Nei Vangeli il «Figlio dell’uomo» (vv.33.45) è icona di santità trasmissibile, Santuario vivente da cui irradia la divina Compassione.

Figlio dell’uomo’ è colui che avendo raggiunto il massimo della pienezza umana, giunge a riflettere la condizione divina e la irradia in modo diffuso - non selettivo [come ci si aspettava].

“Figlio riuscito”: la Persona dal passo definitivo, che in noi aspira alla dilatazione conviviale, a una caratura indistruttibile dentro ciascuno che accosta - e incontra contrassegni divini.

È crescita e umanizzazione del popolo: il frutto tranquillo, trasparente e completo del progetto divino sull’umanità.

Nell’icona del «Figlio dell’uomo» gli evangelisti desiderano far trapelare e innescare il trionfo dell’umano sul disumano; la progressiva scomparsa di tutto ciò che blocca la comunicazione di esistenza piena.

 

Ecco i due orientamenti di vita contrapposti.

Da un lato la consuetudine del prevalere-asservire, perpetuando il mondo antico; quindi pretendere, farsi strada, esigere con linguaggio duro; così via.

Diverso è sostenere le persone a dilatare vita e stimarsi, scoprendone la Chiamata, ciò che gli è conforme e bello; incoraggiando a maturare il Sogno che coltivano.

Nella proposta di Gesù, la Gloria celeste s’identifica con quant’è fonte di realizzazione per tutti, non solo per i ben introdotti [sordi d’ambizione].

Perché se i castelli di cartapesta esterni sono estasianti e ancora ci fanno rimanere a bocca aperta, nella storia i presuntuosi divengono d’improvviso pula al vento; non hanno peso, non durano.

Ma la malattia dei posti d’onore non guarisce.

La febbre del farsi riverire e sembrare primi della classe non si placa, anzi diventa una vera pazzia; e la testa ancora non cambia.

Sempre in lotta per la scalata, la fila di riguardo - e conseguire spazi. Misura di un modo di concepire.

 

«Figlio dell’uomo» non è dunque un titolo “religioso” o selettivo, ma una possibilità per tutti coloro che si lasciano attrarre nella umanità del Cristo.

Egli non è l’archetipo di un’autorità piramidale, attentissima a equilibri e punti strategici.

In tal guisa, i detentori di ruoli di prestigio sono solo «ritenuti» (v.42) capi.

Tali dinamiche non appartengono alla comunità dei Figli - segnata dal condividere la ‘scelta del Calice’ (v.39): l’anti-ambizione.

Insomma, Cristo ribadisce che nemico autentico di Dio non è l’imperfezione, né il limite - o addirittura l’apparente rovina del proprio prestigio - bensì un demone tutto interno.

Controparte del Signore è il desiderio di salire sul tabellone della vita e farsi servire dagli altri, per ebbrezza di potere.

 

Nell’icona del «Figlio dell’uomo» gli evangelisti desiderano far trapelare e innescare il trionfo dell’umano sul disumano; la progressiva scomparsa di tutto ciò che blocca la comunicazione di esistenza piena.

Appunto. Il Signore disdegna il modello dei satrapi.

 

 

[Mercoledì 8.a sett. T.O.  27 maggio 2026]

305 Ultima modifica il Mercoledì, 27 Maggio 2026 12:02
don Giuseppe Nespeca

Giuseppe Nespeca è architetto e sacerdote. Cultore della Sacra scrittura è autore della raccolta "Due Fuochi due Vie - Religione e Fede, Vangeli e Tao"; coautore del libro "Dialogo e Solstizio".

For Jesus, faith has a decisive importance for the purposes of salvation. St Paul will develop Christ's teaching when, in conflict with those who wished to base the hope of salvation on observance of the Jewish law, he forcefully affirms that faith in Christ is the only source of salvation: "We hold that a man is justified by faith apart from works of law" (Rom 3:28) [John Paul II]
Ai fini della salvezza, la fede ha per Gesù un'importanza decisiva. San Paolo svilupperà l'insegnamento di Cristo quando, in contrasto con quanti volevano fondare la speranza di salvezza sull'osservanza della legge giudaica, affermerà con forza che la fede in Cristo è la sola fonte di salvezza: "Noi riteniamo, infatti, che l'uomo è giustificato per la fede, indipendentemente dalle opere della legge" (Rm 3,28) [Giovanni Paolo II]
Jesus did not shun contact with that man; on the contrary, impelled by deep participation in his condition, he stretched out his hand and touched the man — overcoming the legal prohibition [Pope Benedict]
Gesù non sfugge al contatto con quell’uomo, anzi, spinto da intima partecipazione alla sua condizione, stende la mano e lo tocca – superando il divieto legale [Papa Benedetto]
In the heart of every man there is the desire for a house [...] My friends, this brings about a question: “How do we build this house?” (Pope Benedict)
Nel cuore di ogni uomo c'è il desiderio di una casa [...] Amici miei, una domanda si impone: "Come costruire questa casa?" (Papa Benedetto)
Every time we open ourselves to God's call, we prepare, like John, the way of the Lord among men (John Paul II)
Tutte le volte che ci apriamo alla chiamata di Dio, prepariamo, come Giovanni, la via del Signore tra gli uomini (Giovanni Paolo II)
Christian beatitude, as a synonym for holiness, is not separated from a component of suffering or at least of difficulty [...] But the kingdom of heaven is for the nonconformists (John Paul II)
La beatitudine cristiana, come sinonimo di santità, non è disgiunta da una componente di sofferenza o almeno di difficoltà […] Ma il regno dei cieli è per gli anticonformisti (Giovanni Paolo II)
Paolo VI stated that the world today is suffering above all from a lack of brotherhood: “Human society is sorely ill. The cause is not so much the depletion of natural resources, nor their monopolistic control by a privileged few; it is rather the weakening of brotherly ties between individuals and nations” (Pope Benedict)
Paolo VI affermava che il mondo soffre oggi soprattutto di una mancanza di fraternità: «Il mondo è malato. Il suo male risiede meno nella dilapidazione delle risorse o nel loro accaparramento da parte di alcuni, che nella mancanza di fraternità tra gli uomini e tra i popoli» (Papa Benedetto)
Our commitment does not consist exclusively of activities or programmes of promotion and assistance; what the Holy Spirit mobilizes is not an unruly activism, but above all an attentiveness that considers the other in a certain sense as one with ourselves (Pope Francis)
Il nostro impegno non consiste esclusivamente in azioni o in programmi di promozione e assistenza; quello che lo Spirito mette in moto non è un eccesso di attivismo, ma prima di tutto un’attenzione rivolta all’altro considerandolo come un’unica cosa con se stesso (Papa Francesco)

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