Mag 21, 2026 Scritto da 

Spazio dell’Incontro: Fico sterile, cacciata dei venditori e cambiavalute usurai, Fede calamita, Preghiera, Perdono

(Mc 11,11-25)

 

La maledizione sceneggiata da Gesù (vv.13-14) introduce la cacciata dei venditori dal Tempio, divenuto un covo di ladri usurai (vv.15-17).

Era l’attrito che ci voleva per attivare la rivoluzione dei meccanismi che mortificavano la vita della gente.

Cristo non è un figlio devoto e obbediente della sua cultura e devozione; viceversa, un adulto che rischia di non piacere - senza complessi d’inferiorità nei confronti della catena di comando.

Dunque il fico sterile del passo di Vangelo non è solo Israele: soprattutto è figura del Santuario, ricolmo di magnificenza e privo di tenerezza. 

Esso non faceva battere i cuori e trasalire di gioia, piuttosto escludeva proprio i deboli.

Ma era il suo tramonto (v.11): il Signore preferisce fare esodo verso una piccola realtà famigliare, di soli fratelli e sorelle. A Betania non vigeva quello strisciante senso di compromesso.

In tal guisa, Cristo - che coi suoi intimi ‘esce’ dal Tempio - si rivela geloso [autentico] custode del luogo sacro, purtroppo divenuto un organismo tentacolare.

Riconosciuta quella radice oppressiva, senza più scampo di conversione - poco dopo sarà costretto ad annunciarne la disfatta (13,1-2).

Intuizione libera e fulminante: il Maestro non si limita a proclamare un restyling, come facevano tutti - anche i profeti, che infine si accontentavano di predicare una semplice purificazione.

Insomma, il Padre avrebbe sognato dal suo popolo di figli i frutti gustosi, teneri e zuccherini dell’amore, eppure si è dovuto accontentare delle ‘foglie’ (v.13).

La trasformazione del Tempio di Gerusalemme in mercato riflette l’andazzo dei tanti luoghi di culto dell’antichità: come altrove, il luogo sacro era divenuto una realtà esterna.

Per questo motivo Gesù proclama il primato della Fede personale sulle apparenze devote formali (vv.22-24) ove i ceti dominanti riciclavano tutto.

I più colpiti e vessati dai lati ambigui della situazione teatrante e disgustosa erano proprio gli strati di popolazione più insicura.

Per le offerte “dovute”, i miseri potevano rivolgersi non ai venditori di armenti, ma di colombe [verso i quali si appunta l’ira del Maestro: v.15].

Erano i malfermi le vere vittime sacrificali del bel sistema ufficiale.

Le creature bisognose erano manipolate infatti come greggi, immolate alla logica dell’istituzione - sequestrata da attenti doganieri.

Del resto buona parte della popolazione della città santa viveva dell’indotto economico del Tempio [«fico» dai frutti immangiabili].

Per questo motivo il popolo eletto è divenuto infecondo, e così il suo centro caratteristico, identitario - ormai un albero secco (vv.20-21).

 

Lo sguardo delle autorità era puntato sulle ambizioni. Essi tutto avevano meno l’idea della Casa di Preghiera (v.17) come santuario vivente e luogo d’incontro universale.

Nulla a che vedere con la Fede, che non è assenso ideologico, bensì azione critica, gesto eccezionale e difforme; in grado di spalancare la porta anche a giudizi severi, taglienti, non redditizi.

Essa parte da una Visione e se ne appropria (v.24) attirandola come calamita; attualizzando e anticipando futuro. Scoprendo meraviglie sbalorditive e difformi proprio in ciò che la religiosità del momento, conformista, può considerare impuro, illecito, disadorno, inappropriato, sconveniente; fuori moda. E non remunerativo.

Figuriamoci immaginare che un nuovo popolo senza peso strategico, digiuno di sostegni militari o diplomatici, privo di mezzi realmente deterrenti, potesse soppiantare i meccanismi piramidali, “ideali” e produttivi, delle belle maniere e dell’impero.

E fornire un nuovo Messaggio globale sul volto di Dio, della donna, dell’uomo, del mondo... Impossibile come immaginare una montagna che sprofonda nel mare (v.23).

Lo stesso vale per la sua espressione irripetibile nell’orazione (v.24): un colpo di mano, anche graffiante - che segue l’Ascolto di un Dio che si rivela nell’anima del suo ‘inviato’, senza allestire troppi spettacoli.

Dall’adesione intimamente amicale deriva un coinvolgimento in prima persona e una sensibilità particolari, i quali si fanno Dialogo intenso, Immagine-Visione, Scoperta crescente; Azione d’anticipo.

Solo da una mente realizzata secondo istinto e vocazione nascerà poi uno spontaneo perdono (vv.25-26): perché lo sguardo di chi ha lasciato introdurre energie inattese è già spostato ben oltre il dispetto ricevuto. O addirittura, proprio quest’ultimo ne è stato la feconda matrice.

Fede e Preghiera non sono dunque realtà intimiste e paludose, come nella vita pia normalizzata, epidermica e banale, ma propulsive di novità grandi - addirittura epocali.

È qui tratteggiato il paragone fra Tempio e Persona, dottrina e Fede, disciplina e comportamento, presunzione e autentico Incontro.

Confronto analogo a quello ancora tutto attuale: tra istituzione e unicità, rappresentazione e realtà, bandiera e ‘sacramento’ generoso.

Per la fede biblica - acutamente personale - ciò che vale davvero è scoprire Dio che si rivela sulla propria strada, anche fatta di elementi vili e opposti.

Da ciò il cedere e lasciarsi condurre - non… rappresentarlo con idee senza spina dorsale, o con magnifiche, epidermiche, vuote esibizioni.

 

 

[Venerdì 8.a sett. T.O.  29 maggio 2026]

255 Ultima modifica il Venerdì, 29 Maggio 2026 12:00
don Giuseppe Nespeca

Giuseppe Nespeca è architetto e sacerdote. Cultore della Sacra scrittura è autore della raccolta "Due Fuochi due Vie - Religione e Fede, Vangeli e Tao"; coautore del libro "Dialogo e Solstizio".

For Jesus, faith has a decisive importance for the purposes of salvation. St Paul will develop Christ's teaching when, in conflict with those who wished to base the hope of salvation on observance of the Jewish law, he forcefully affirms that faith in Christ is the only source of salvation: "We hold that a man is justified by faith apart from works of law" (Rom 3:28) [John Paul II]
Ai fini della salvezza, la fede ha per Gesù un'importanza decisiva. San Paolo svilupperà l'insegnamento di Cristo quando, in contrasto con quanti volevano fondare la speranza di salvezza sull'osservanza della legge giudaica, affermerà con forza che la fede in Cristo è la sola fonte di salvezza: "Noi riteniamo, infatti, che l'uomo è giustificato per la fede, indipendentemente dalle opere della legge" (Rm 3,28) [Giovanni Paolo II]
Jesus did not shun contact with that man; on the contrary, impelled by deep participation in his condition, he stretched out his hand and touched the man — overcoming the legal prohibition [Pope Benedict]
Gesù non sfugge al contatto con quell’uomo, anzi, spinto da intima partecipazione alla sua condizione, stende la mano e lo tocca – superando il divieto legale [Papa Benedetto]
In the heart of every man there is the desire for a house [...] My friends, this brings about a question: “How do we build this house?” (Pope Benedict)
Nel cuore di ogni uomo c'è il desiderio di una casa [...] Amici miei, una domanda si impone: "Come costruire questa casa?" (Papa Benedetto)
Every time we open ourselves to God's call, we prepare, like John, the way of the Lord among men (John Paul II)
Tutte le volte che ci apriamo alla chiamata di Dio, prepariamo, come Giovanni, la via del Signore tra gli uomini (Giovanni Paolo II)
Christian beatitude, as a synonym for holiness, is not separated from a component of suffering or at least of difficulty [...] But the kingdom of heaven is for the nonconformists (John Paul II)
La beatitudine cristiana, come sinonimo di santità, non è disgiunta da una componente di sofferenza o almeno di difficoltà […] Ma il regno dei cieli è per gli anticonformisti (Giovanni Paolo II)
Paolo VI stated that the world today is suffering above all from a lack of brotherhood: “Human society is sorely ill. The cause is not so much the depletion of natural resources, nor their monopolistic control by a privileged few; it is rather the weakening of brotherly ties between individuals and nations” (Pope Benedict)
Paolo VI affermava che il mondo soffre oggi soprattutto di una mancanza di fraternità: «Il mondo è malato. Il suo male risiede meno nella dilapidazione delle risorse o nel loro accaparramento da parte di alcuni, che nella mancanza di fraternità tra gli uomini e tra i popoli» (Papa Benedetto)
Our commitment does not consist exclusively of activities or programmes of promotion and assistance; what the Holy Spirit mobilizes is not an unruly activism, but above all an attentiveness that considers the other in a certain sense as one with ourselves (Pope Francis)
Il nostro impegno non consiste esclusivamente in azioni o in programmi di promozione e assistenza; quello che lo Spirito mette in moto non è un eccesso di attivismo, ma prima di tutto un’attenzione rivolta all’altro considerandolo come un’unica cosa con se stesso (Papa Francesco)

Due Fuochi due Vie - Vol. 1 Due Fuochi due Vie - Vol. 2 Due Fuochi due Vie - Vol. 3 Due Fuochi due Vie - Vol. 4 Due Fuochi due Vie - Vol. 5 Dialogo e Solstizio I fiammiferi di Maria

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