Lug 12, 2026 Scritto da 

Prodigi “esteri” e presunzione che rende ottusi

E gli elogi assodati?

(Mt 11,20-24)

 

Chi s’introduce in un cammino di sequela in Cristo fa esperienza di «Prodigi» (vv.20-21.23). Meraviglie dello Spirito che opera, e non svicola dal presente; così prepara il futuro.

C’è chi guarda il Signore con gli occhi del passato, o con quelli di una visione del mondo preconcetta, teorica e sofisticata, irreale.

Solo il principio d’Incarnazione [che ci mette a soqquadro] dilata gli orizzonti anche carismatici - e dona respiro.

Qui nel concreto, nessuno ha bisogno di rimodulare le strettoie dell’anima.

La nostra Oasi è paradossale, e sta nelle passioni radicali; nel concerto della loro fioritura che germina in un crescendo, e non vuole spegnersi.

Perché - sebbene più crudo del “film” omologato cui assistiamo fuori di noi - è il mondo interno che pulsa più ricco di interessi.

Allora la quintessenza inaridita vuole spaccare la superficie dei condizionamenti.

Essa parla di un presente che non ci nutre più: troppo nella testa, troppo epidermico e distante, incompleto; senza valore aggiunto.

Mentre nello Spirito il cuore desidera incessantemente cambiar colore. L’interno è poliedrico, e muove davvero.

Oppure il malessere tutto intimo scriverà se stesso nella ricerca della religiosità-spettacolo, nell’adesione a stendardi [anche à la page] o simili contentini.

 

Partendo da saperi altrui, non abbiamo più i codici per interpretare il genio del tempo.

Coi paraocchi non si può valutare se stessi, né scoprire la trama di Dio nella storia, e neppure la dimensione non puramente terrena dei suoi Doni, ovunque straordinari - addirittura palesi nel loro portato.

Questa l’unica ricompensa della vocazione: un’altra Visione e ‘intelligenza’ di sé e del mondo intero, che in ritmo crescente rigenera - fa rinascere nei modi meno assodati; non troppo direttivi.

Non è poco aver Fede nel regno a venire, invece di vederlo nero.

Credere solo ai costumi o alle mode di pensiero e darli per scontati non evita quei meccanismi che fanno retrocedere.

Così ci si lascerebbe imbrigliare nei lacci, e guidare da calcoli; iniziare il cammino personale non dal proprio Nome - ma da qualche sintesi o scienza altrui.

L’autentico ‘elogio’ è in noi, ed è solo del Signore.

Egli è l’Unico che si volge a «città» forse considerate nemiche e malvagie, tuttavia prive di quelle convinzioni che le bloccherebbero in un altro genere di perversione.

Assorti nella «vita che nasce» ci lasciamo travolgere dall’energia germinale di tale Eros, sempre inedito.

Non affidiamo all’esterno - solo alle corazze - il benessere spirituale, e la nostra crescita.

 

Non siamo noi a condurre l’Amore.

 

 

Per interiorizzare e vivere il messaggio:

 

I segni di Gesù in te sviliscono e cadono nel vuoto?

La realtà in cui vivi ti ha salvato e costruito [ripescando te stesso] oppure omologato?

 

 

[Martedì 15.a sett. T.O.  14 luglio 2026]

614 Ultima modifica il Martedì, 14 Luglio 2026 12:00
don Giuseppe Nespeca

Giuseppe Nespeca è architetto e sacerdote. Cultore della Sacra scrittura è autore della raccolta "Due Fuochi due Vie - Religione e Fede, Vangeli e Tao"; coautore del libro "Dialogo e Solstizio".

For Jesus we are not a "mass", a "multitude"! We are individual "persons" with an eternal value, both as creatures and as re-deemed persons! He knows us! He knows me, and loves me and gave himself for me! (Gal 2:20) [John Paul II]
Non siamo “massa”, “moltitudine”, per Gesù! Siamo “persone” singole con un valore eterno, sia come creature sia come persone redente! lui ci conosce! lui mi conosce, e mi ama e ha dato se stesso per me! (Gal 2,20) [Giovanni Paolo II]
The grain of wheat that "falls to the ground and dies" becomes the promise of bread (Pope John Paul II)
Il chicco di grano che “cade in terra e muore” diventa la promessa del pane (Papa Giovanni Paolo II)
The power of faith can move mountains (cf. Mt 17:20): the Lord can illuminate even the deepest darkness [Pope Benedict]
La forza della fede può spostare le montagne (cfr Mt 17,20): il Signore può illuminare anche la tenebra più profonda [Papa Benedetto]
By willingly accepting death, Jesus carries the cross of all human beings and becomes a source of salvation for the whole of humanity. St Cyril of Jerusalem commented: “The glory of the Cross led those who were blind through ignorance into light, loosed all who were held fast by sin and brought redemption to the whole world of mankind” (Catechesis Illuminandorum XIII, 1: de Christo crucifixo et sepulto: PG 33, 772 B) [Pope Benedict]
Accettando volontariamente la morte, Gesù porta la croce di tutti gli uomini e diventa fonte di salvezza per tutta l’umanità. San Cirillo di Gerusalemme commenta: «La croce vittoriosa ha illuminato chi era accecato dall’ignoranza, ha liberato chi era prigioniero del peccato, ha portato la redenzione all’intera umanità» (Catechesis Illuminandorum XIII,1: de Christo crucifixo et sepulto: PG 33, 772 B) [Papa Benedetto]
In the New Testament, it is Christ who constitutes the full manifestation of God's light [Pope Benedict]
Nel Nuovo Testamento è Cristo a costituire la piena manifestazione della luce di Dio [Papa Benedetto]
Faith opens us to knowing and welcoming the real identity of Jesus, his newness and oneness, his word, as a source of life, in order to live a personal relationship with him. Knowledge of the faith grows, it grows with the desire to find the way and in the end it is a gift of God who does not reveal himself to us as an abstract thing without a face or a name, because faith responds to a Person who wants to enter into a relationship of deep love with us and to involve our whole life (Pope Benedict)
La fede ci apre a conoscere e ad accogliere la reale identità di Gesù, la sua novità e unicità, la sua Parola, come fonte di vita, per vivere una relazione personale con Lui. Il conoscere della fede cresce, cresce con il desiderio di trovare la strada, ed è finalmente un dono di Dio, che si rivela a noi non come una cosa astratta senza volto e senza nome, ma la fede risponde a una Persona, che vuole entrare in un rapporto di amore profondo con noi e coinvolgere tutta la nostra vita (Papa Benedetto)
Jesus Christ clearly indicates that even acts of devotion and penance (such as fasting, almsgiving, prayer), which by their religious purpose are primarily 'interior', can succumb to current 'externalism', and can therefore be falsified [John Paul II]
Gesù Cristo indica chiaramente che anche gli atti di devozione e di penitenza (come digiuno, elemosina, preghiera) che per la loro finalità religiosa sono principalmente “interiori”, possono cedere all’“esteriorismo” corrente, e quindi possono essere falsificati [Giovanni Paolo II]

Due Fuochi due Vie - Vol. 1 Due Fuochi due Vie - Vol. 2 Due Fuochi due Vie - Vol. 3 Due Fuochi due Vie - Vol. 4 Due Fuochi due Vie - Vol. 5 Dialogo e Solstizio I fiammiferi di Maria

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