Giu 3, 2026 Scritto da 

Tornare a sincera concordia

Gesù mette in guardia dalla spietata giustizia farisaica,  spronando al rispetto di ogni fratello e alla riconciliazione, sapore della vita di figli.

Francesco fu un grande maestro spirituale, quasi senza accorgersene.

Era convinto, per Grazia, che la giustizia va sempre a braccetto con la misericordia.

Una giustizia lontana dal rigidismo legalista, desiderosa di esprimersi nel compimento della volontà di Dio, nel rispetto del fratello sempre.

Nel periodo in cui era molto malato, Francesco seppe che il vescovo d’Assisi aveva scomunicato il podestà della città e che questi aveva messo in piedi rappresaglie varie contro il medesimo.

Malato com’era fu preso da pietà per loro, preoccupato che nessuno s’interessasse a ristabilire tra i due la concordia e la Pace.

Allora parlò ai suoi frati.

Troviamo nelle Fonti: “Grande vergogna è per noi, servi di Dio, che il vescovo e il podestà si odino talmente l’un l’altro, e nessuno si prenda pena di rimetterli in pace”.

Compose allora una strofa da aggiungere alle Laudi (oggi conosciute come Cantico delle creature).

«…LAUDATO SI, MI SEGNORE/

PER QUILLI KE PERDONANO PER LO TUO AMORE/

E SUSTENGU ENFIRMITATE ET TRIBULACIONE/

BEATI QUILGLI KEL SOSTERRANNO IN PACE,/

KA DA TE, ALTISSIMO, SIRANO CORONATI».

 

Questa strofa fu fatta cantare da Francesco ai suoi frati sullo spiazzo dell’episcopio, alla presenza delle due parti in causa e di altre persone.

Così Francesco favorì santamente la loro riconciliazione e il vescovo prese fra le braccia il podestà dicendo: “Per la carica che ricopro dovrei essere umile. Purtroppo ho un temperamento portato all’ira. Ti prego di perdonarmi”.

E così i due si abbracciarono e baciarono cordialmente.

Il Signore, tramite Francesco, aveva toccato il cuore dei due avversari che, senza più ricordare gli insulti reciproci, tornarono a sincera concordia. (cf. FF 1593)

Giustizia e Misericordia da cercare, da chiedere a Dio innanzitutto nella preghiera e nel silenzio, poiché un cuore nuovo è dono del Signore, di un esodo continuo.

Nella Regola degli eremi, scritta da Francesco, infatti, leggiamo:

«E questi [i frati] abbiano un chiostro, nel quale ciascuno abbia una sua piccola cella, nella quale possa pregare e dormire […] e si alzino per il mattutino, e prima di tutto ricerchino il regno di Dio e la sua giustizia» (FF 137).

Nelle stesse Lodi di Dio Altissimo, Francesco evidenzia che Dio è giustizia:

«[…] Tu sei giustizia,

Tu sei temperanza,

Tu sei tutta la nostra ricchezza a sufficienza» (FF 261).

Il Poverello, sapendo che il Signore-Giustizia chiamava ad averne una più grande di quella di maniera, s’impegnò a fondo per il Regno dei cieli e cercò di insegnare ai suoi frati a fare altrettanto.

Mai dimenticò che la misericordia ha sempre la meglio nel giudizio dinanzi a Dio.

 

 

Giustizia misericordiosa

Gesù mette in guardia dalla spietata giustizia farisaica,  spronando al rispetto di ogni fratello e alla riconciliazione, sapore della vita di figli.

 

Francesco fu un grande maestro spirituale, quasi senza accorgersene.

Era convinto, per Grazia, che la giustizia va sempre a braccetto con la misericordia.

Una giustizia lontana dal rigidismo legalista, desiderosa di esprimersi nel compimento della volontà di Dio, nel rispetto del fratello sempre.

Le Fonti francescane insegnano molto in merito.

"Se talora accadeva che a un fratello sfuggisse una parola capace di ferire, il rimorso di coscienza non gli lasciava aver pace, finché non confessava il suo sbaglio, gettandosi a terra umilmente e pregando l’offeso a mettergli un piede sulla bocca.

Se quel fratello si rifiutava di compiere quel gesto, quando l’offensore era il suo superiore, gli comandava di mettergli il piede sulla bocca; quando era un suddito, glielo faceva ordinare dal responsabile.

In questo modo i frati s’impegnavano a scacciare qualunque rancore e incompatibilità, e a conservare intatto l’amore scambievole.

Facevano il possibile per sostituire a ogni vizio la virtù corrispondente, ispirati e coadiuvati in questo dalla Grazia di Gesù Cristo" (FF 1449).

 

Giustizia e Misericordia da cercare, da chiedere a Dio innanzitutto nella preghiera e nel silenzio, poiché un cuore nuovo è dono del Signore, di un esodo continuo.

Nella Regola degli eremi, scritta da Francesco, infatti, leggiamo:

«E questi [i frati] abbiano un chiostro, nel quale ciascuno abbia una sua piccola cella, nella quale possa pregare e dormire […] e si alzino per il mattutino, e prima di tutto ricerchino il regno di Dio e la sua giustizia» (FF 137).

Nelle stesse Lodi di Dio Altissimo, Francesco evidenzia che Dio è giustizia:

«[…] Tu sei giustizia,

Tu sei temperanza,

Tu sei tutta la nostra ricchezza a sufficienza» (FF 261).

Il Poverello, sapendo che il Signore-Giustizia chiamava ad averne una più grande di quella di maniera, s’impegnò a fondo per il Regno dei cieli e cercò di insegnare ai suoi frati a fare altrettanto.

Mai dimenticò che la misericordia ha sempre la meglio nel giudizio dinanzi a Dio.

 

«Vi dico infatti che se la vostra giustizia non abbonderà di più [quella] degli scribi e farisei, non entrerete nel Regno dei cieli» (Mt 5,20)

 

 

Giovedì 10.a sett. T.O.  (Mt 5,20-26)

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Teresa Girolami

Teresa Girolami è laureata in Materie letterarie e Teologia. Ha pubblicato vari testi, fra cui: "Pellegrinaggio del cuore" (Ed. Piemme); "I Fiammiferi di Maria - La Madre di Dio in prosa e poesia"; "Tenerezza Scalza - Natura di donna"; co-autrice di "Dialogo e Solstizio".

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For Jesus, faith has a decisive importance for the purposes of salvation. St Paul will develop Christ's teaching when, in conflict with those who wished to base the hope of salvation on observance of the Jewish law, he forcefully affirms that faith in Christ is the only source of salvation: "We hold that a man is justified by faith apart from works of law" (Rom 3:28) [John Paul II]
Ai fini della salvezza, la fede ha per Gesù un'importanza decisiva. San Paolo svilupperà l'insegnamento di Cristo quando, in contrasto con quanti volevano fondare la speranza di salvezza sull'osservanza della legge giudaica, affermerà con forza che la fede in Cristo è la sola fonte di salvezza: "Noi riteniamo, infatti, che l'uomo è giustificato per la fede, indipendentemente dalle opere della legge" (Rm 3,28) [Giovanni Paolo II]
Jesus did not shun contact with that man; on the contrary, impelled by deep participation in his condition, he stretched out his hand and touched the man — overcoming the legal prohibition [Pope Benedict]
Gesù non sfugge al contatto con quell’uomo, anzi, spinto da intima partecipazione alla sua condizione, stende la mano e lo tocca – superando il divieto legale [Papa Benedetto]
In the heart of every man there is the desire for a house [...] My friends, this brings about a question: “How do we build this house?” (Pope Benedict)
Nel cuore di ogni uomo c'è il desiderio di una casa [...] Amici miei, una domanda si impone: "Come costruire questa casa?" (Papa Benedetto)
Every time we open ourselves to God's call, we prepare, like John, the way of the Lord among men (John Paul II)
Tutte le volte che ci apriamo alla chiamata di Dio, prepariamo, come Giovanni, la via del Signore tra gli uomini (Giovanni Paolo II)
Christian beatitude, as a synonym for holiness, is not separated from a component of suffering or at least of difficulty [...] But the kingdom of heaven is for the nonconformists (John Paul II)
La beatitudine cristiana, come sinonimo di santità, non è disgiunta da una componente di sofferenza o almeno di difficoltà […] Ma il regno dei cieli è per gli anticonformisti (Giovanni Paolo II)
Paolo VI stated that the world today is suffering above all from a lack of brotherhood: “Human society is sorely ill. The cause is not so much the depletion of natural resources, nor their monopolistic control by a privileged few; it is rather the weakening of brotherly ties between individuals and nations” (Pope Benedict)
Paolo VI affermava che il mondo soffre oggi soprattutto di una mancanza di fraternità: «Il mondo è malato. Il suo male risiede meno nella dilapidazione delle risorse o nel loro accaparramento da parte di alcuni, che nella mancanza di fraternità tra gli uomini e tra i popoli» (Papa Benedetto)
Our commitment does not consist exclusively of activities or programmes of promotion and assistance; what the Holy Spirit mobilizes is not an unruly activism, but above all an attentiveness that considers the other in a certain sense as one with ourselves (Pope Francis)
Il nostro impegno non consiste esclusivamente in azioni o in programmi di promozione e assistenza; quello che lo Spirito mette in moto non è un eccesso di attivismo, ma prima di tutto un’attenzione rivolta all’altro considerandolo come un’unica cosa con se stesso (Papa Francesco)

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