Mag 2, 2026 Scritto da 

Chi s’innamora scatena una energia nuova

Mistica del Paraclito: mai più orfani

(Gv 14,15-21)

 

In termini biblici, Spirito [Ruah] non designa un’entità ineffabile, bensì reale: esso è un alito potente, in grado di buttare all’aria tutto ciò che vuol permanere fisso e installato.

Dio è Spirito non in quanto invisibile e irraggiungibile, ma perché nella sua azione si esprime una forza travolgente, incontenibile, impetuosa.

Lo Spirito irrompe e dà la spinta per mettere in movimento: scaturigine di vita, strumento dell’opera divina nella storia.

La Legge può anche indicare la direzione giusta, ma non fa comprendere l’assurdo dell’amore e la sua incredibile fecondità, né ci trasmette l’energia che porta a destinazione.

Gesù sostituisce i Suoi comandamenti [la sua stessa Persona, i suoi valori e Beatitudini] a quelli della consuetudine esterna.

Le differenti espressioni dell’amore sono infinitamente più importanti di un codice di norme o dei modi di fare.

Per questo motivo, Gesù non è un modello, bensì Motivo e Motore. Non ha insegnato solo una strada: ancora ci comunica la sua spinta per centrare l’obbiettivo della vita.

Il suo Spirito donato è chiamato Paraclito [«chiamato accanto», con termine mediato dal linguaggio forense]: una sorta di avvocato che in tribunale si affiancava all’imputato, per scagionarlo (in perfetto silenzio).

È lo Spirito del Cristo che riduce all’impotenza il male e rende vane le accuse contro.

Di fronte alle difficoltà possiamo procedere senza lasciarci cadere le braccia.

 

Lo Spirito del Signore è anche a servizio della «Verità» teologica: la Fedeltà dell’Amore divino.

In breve: mentre la Chiesa porge risposte nuove a domande nuove, è lo Spirito della Verità a garantire che il Vangelo non venga corrotto, anzi introduca i discepoli nella pienezza della vita e nell’inattesa ricchezza e radicalità del suo stesso Richiamo.

In tal guisa, alcune mode attorno possono chiuderci il cuore agli impulsi dello Spirito della Verità. Ci disperdono.

Esse corrompono e soppiantano la purezza della Sorgente, e a cascata, l’innata fragranza delle nostre essenze particolari.

Invece il Paraclito [in noi] difende l’integrità di ogni persona dalle inimicizie esteriori e anche dalle potenze interiori che fanno il male.

Sono ad es: timori a corrispondere alla Chiamata autentica; smanie di avere, potere e apparire, che trascinano lontano dalla vita.

Invece desideriamo ardentemente assumere un volto divino. Per questo lo Spirito approva perfino i tentativi d’arricchire: sì, insieme.

Insomma, spesso bisogna deporre l’io, e affidarsi al Mistero.

 

Dio ha un Volto umanizzante, quindi lo Spirito è il ‘difensore’ che permette addirittura di sbagliare.

Egli spegne il panico degli inizi inattesi. Fa intuire la magia che ci protegge.

Aiuta a sorvolare l’agguato del perfezionismo, il quale rischia sempre di colpire persino gli esordi delle nostre intraprese vocazionali.

Allentando i controlli, i giudizi, le smanie di progetto, il dirigismo e volontarismo, lasciamo che sia il Dono a farsi Deposito; il fatto reale a suggerire il percorso, e prendere la guida delle esperienze.

Cedendo, passo dopo passo impariamo a lasciarci inondare: sarà quel che invade a farci rifiorire. Attraverso processi che elaborano l’impensabile.

Vivendo con meno interventismo le emozioni, lavoreremo con passione.

Opereremo esprimendoci nel nostro carattere profondo, e non come altri si attendono; forse faremo le cose in modo del tutto contrario alle aspettative e propositi.

Ma rompendo la monotonia consentiremo la convivenza tra opposte polarità, e il Cuore sarà sempre più amico del nostro destino.

 

È il nostro sogno: partecipare di questo Vento dagli effetti imprevedibili.

 

 

[6.a Domenica di Pasqua (anno A), 10 maggio 2026]

278 Ultima modifica il Domenica, 10 Maggio 2026 12:00
don Giuseppe Nespeca

Giuseppe Nespeca è architetto e sacerdote. Cultore della Sacra scrittura è autore della raccolta "Due Fuochi due Vie - Religione e Fede, Vangeli e Tao"; coautore del libro "Dialogo e Solstizio".

For Jesus, faith has a decisive importance for the purposes of salvation. St Paul will develop Christ's teaching when, in conflict with those who wished to base the hope of salvation on observance of the Jewish law, he forcefully affirms that faith in Christ is the only source of salvation: "We hold that a man is justified by faith apart from works of law" (Rom 3:28) [John Paul II]
Ai fini della salvezza, la fede ha per Gesù un'importanza decisiva. San Paolo svilupperà l'insegnamento di Cristo quando, in contrasto con quanti volevano fondare la speranza di salvezza sull'osservanza della legge giudaica, affermerà con forza che la fede in Cristo è la sola fonte di salvezza: "Noi riteniamo, infatti, che l'uomo è giustificato per la fede, indipendentemente dalle opere della legge" (Rm 3,28) [Giovanni Paolo II]
Jesus did not shun contact with that man; on the contrary, impelled by deep participation in his condition, he stretched out his hand and touched the man — overcoming the legal prohibition [Pope Benedict]
Gesù non sfugge al contatto con quell’uomo, anzi, spinto da intima partecipazione alla sua condizione, stende la mano e lo tocca – superando il divieto legale [Papa Benedetto]
In the heart of every man there is the desire for a house [...] My friends, this brings about a question: “How do we build this house?” (Pope Benedict)
Nel cuore di ogni uomo c'è il desiderio di una casa [...] Amici miei, una domanda si impone: "Come costruire questa casa?" (Papa Benedetto)
Every time we open ourselves to God's call, we prepare, like John, the way of the Lord among men (John Paul II)
Tutte le volte che ci apriamo alla chiamata di Dio, prepariamo, come Giovanni, la via del Signore tra gli uomini (Giovanni Paolo II)
Christian beatitude, as a synonym for holiness, is not separated from a component of suffering or at least of difficulty [...] But the kingdom of heaven is for the nonconformists (John Paul II)
La beatitudine cristiana, come sinonimo di santità, non è disgiunta da una componente di sofferenza o almeno di difficoltà […] Ma il regno dei cieli è per gli anticonformisti (Giovanni Paolo II)
Paolo VI stated that the world today is suffering above all from a lack of brotherhood: “Human society is sorely ill. The cause is not so much the depletion of natural resources, nor their monopolistic control by a privileged few; it is rather the weakening of brotherly ties between individuals and nations” (Pope Benedict)
Paolo VI affermava che il mondo soffre oggi soprattutto di una mancanza di fraternità: «Il mondo è malato. Il suo male risiede meno nella dilapidazione delle risorse o nel loro accaparramento da parte di alcuni, che nella mancanza di fraternità tra gli uomini e tra i popoli» (Papa Benedetto)
Our commitment does not consist exclusively of activities or programmes of promotion and assistance; what the Holy Spirit mobilizes is not an unruly activism, but above all an attentiveness that considers the other in a certain sense as one with ourselves (Pope Francis)
Il nostro impegno non consiste esclusivamente in azioni o in programmi di promozione e assistenza; quello che lo Spirito mette in moto non è un eccesso di attivismo, ma prima di tutto un’attenzione rivolta all’altro considerandolo come un’unica cosa con se stesso (Papa Francesco)

Due Fuochi due Vie - Vol. 1 Due Fuochi due Vie - Vol. 2 Due Fuochi due Vie - Vol. 3 Due Fuochi due Vie - Vol. 4 Due Fuochi due Vie - Vol. 5 Dialogo e Solstizio I fiammiferi di Maria

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don Giuseppe Nespeca

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