Apr 6, 2026 Scritto da 

Bloccarsi sul libretto d’istruzione, o evolvere

Vento dello Spirito, nuova Nascita

(Gv 3,7-15)

 

La vita nello Spirito procede per nuove Nascite, non secondo un progresso scandito da meccanismi, abilità, o libretti d’istruzione.

La Luce interroga, per una dimensione diversa - dove (cedendo il posto a un rovesciamento d’idee, volti e prospettive) i nostri perché smettono di farci accumulare frustrazioni.

Nicodemo controllava ogni stagnazione o progresso comparandoli alla sapienza delle cose di Dio su base di aspettative antiche [o di club].

Ma non di rado la nostra crescita procede a visioni e balzi - neppure secondo intelligenza naturale. Figuriamoci per la vita spirituale.

Non basta esercitarsi e andare d’accordo con idee di padri o à la page, né rimanere concordi a propositi normali, esterni.

È opportuno svuotarsi di memorie non reinterpretate, di domesticazioni abitudinarie; di teorie cerebrali, disincarnate, esterne, sebbene antiche o “correnti”.

Assimilare saperi altrui e acquisire perizie già attese è non di rado cianfrusaglia che blocca i veri sviluppi - quelli che ci appartengono.

Purtroppo, nella vita religiosa si procede spesso in modo automatico, e sembra non ci sia bisogno di lasciarsi salvare o sorprendere dagli accadimenti.

Al massimo ci si espone a qualche venticello.

 

Nell’avventura di Fede - che disorienta - il Progetto del Padre e l’Opera del Figlio non si dispiegano in modo ragionevole, ma nel motivo della sproporzione d’Amore.

L’unità di misura dello Spirito è differente da quella delle consuetudini concordi, o di ultima moda.

Il suo impeto è Vento inafferrabile, ‘visibile’ solo negli effetti ecclesiali e personali, spogli di ciarpame rasoterra.

Il Segreto è «dall’Alto» (v.7): fuori scala. Si annida nella imprevedibilità di crocevia, eccedenze, nuove creazioni.

Ciò nutrendo quello che un tempo forse erano lati d’ombra del vero “se stesso fariseo”.

Anche come uomo di Dio compiaciuto, forse ragguardevole - che però non trovava tutto il suo spazio nella realtà.

 

La Vita non procede per argomenti alla noia: sporge o impallidisce.

Anche per noi: si può aver di frequente in mano l’Eucaristia o le Scritture e non comprendere che la strada già battuta può suscitare illusioni di dottorato spirituale.

L’accesso al Regno non è dato dall’essere a misura di Adamo: «essere carne» e «cose della terra» (vv.6.12).

La soglia viene da ciò che l’Incontro con Cristo opera in chi lo segue - e viene introdotto nella vita di comunità o profetica come figlio rigenerato.

 

La tarda redazione di Gv riflette simboli e realtà del Battesimo cristiano, già allora largamente vissuto.

Ad es. nella Lettera a Tito il ‘sacramento’ stesso viene denominato appunto «rinascita».

Gesù parla a Nicodemo degli elementi essenziali del gesto: l’acqua e lo Spirito - che è la Novità.

Nello Spirito l’acqua non ha più solo funzione negativa di purificare o togliere un fardello, ossia eliminare il peccato nel segno d’un lavaggio.

L’acqua delle abluzioni che scivola via diventa preziosa ed efficace: essa dev’essere assimilata per una crescita, per creare vita - che ora non solo pulisce o soffoca.

La Nascita in acqua e Spirito parla di nuova esistenza dopo aver prodotto un Vuoto che ci porta altrove...

Non tanto nel refrigerio e nella pace quieta, bensì nell’imprevedibile che spesso butta tutto all’aria - anche in modo deciso.

La nuova Genesi non è legata ad alcuna legge: come una Creazione intima.

Realtà misteriosa, inesplicabile, ma che guida infallibilmente a completezza - sebbene possa essere velocissima, istantanea; del tutto indeterminabile, soprattutto a paragone d’una normale adesione devota.

È Azione fuori d’ogni proposito e processo: un po’ come la realtà e l’operato stesso del Vento.

L’uomo pio sa che l’esistenza umana non ha senso fuori di Dio, ma fa fatica a immaginarsi la profondità sacra del suo cuore - e la ricchezza del suo stesso volto, così estranea a pregiudizi rasoterra.

 

Per farci comprendere la Nascita dall’alto, dal v.11 l’evangelista passa bruscamente dalla prima persona singolare [«io» di Gesù] al «noi» che abbraccia la comunità di Fede.

Il riferimento è anzitutto ai ‘nuovi’ non giudaizzanti, provenienti dalla religiosità e cultura pagane.

Nostro compito ecclesiale è vivere, proclamare, e rappresentare un arricchimento deciso della vita umana. Tanto da sfiorare - in specie nella comunione - la condizione divina («cose del cielo»: v.12).

Per la comprensione di tutto ciò, manca qualsiasi punto di riferimento, perché la condivisione è personale e creativa, sempre inedita; impossibile da cesellare in casistiche morali o persino ideali.

Vita, coesistenza e Gratuità non soggiacciono volentieri a visioni del mondo, ideologie, sofisticazioni, o schemi rassicuranti.

 

La chiave per la comprensione è solo il mistero de «il Figlio dell’uomo» [v.13: punto d’unione dei due regni] che ha già avuto esperienza di quel mondo.

«Figlio dell’uomo» è l’uomo nella condizione divina - lo sviluppo vero e pieno del progetto divino sull’umanità, come lo si coglie appieno nel Dono di sé totale, glorificato sulla Croce (vv.14-15).

Il segno di salvezza di Mosè per la guarigione del popolo insidiato acquista il suo senso completo in tale proposta che impregna il cammino di ciascuno; la vita indistruttibile, la stessa Vita di Dio.

Non: suscitata chissà quando e come... ma che abbiamo il privilegio di poter sperimentare già qui e ora, vivendo nel Segno supremo del Gratis.

Spogliamento che vuota il ciarpame delle piccole astuzie e colma del Tutt’altro esuberante. Difforme Sapienza, appagante.

Non semplicemente “vita eterna”, bensì «Vita dell’Eterno» [v.15 testo greco].

Vita personale - che in tutti gli ambiti dissemina energie ignote, sgombra le intercapedini della routine, coglie nuove sincronie.

 

Qui il Crocifisso che fa comunione è il punto luce elevato che attira e sposta i nostri sguardi, travalicando pensieri e costumi che annebbiano; intorno a cui ci raccogliamo come nuovi figli e fratelli.

 

 

Per interiorizzare e vivere il messaggio:

 

Quali ritieni siano state le tue Nascite? Erano frutto di domesticazioni rassicuranti, o per non annebbiarti le hai dovute svuotare e ripensare?

Sei ancora nella direzione del venticello dei padri antichi o dispieghi le vele secondo la direzione del Vento dello Spirito, che butta all’aria le tue sicurezze, anche di gruppo o di moda?

 

 

Da segno di condanna a segno di redenzione

 

La vita eterna ci è stata aperta dal Mistero Pasquale di Cristo e la fede è la via per raggiungerla. E’ quanto emerge dalle parole rivolte da Gesù a Nicodemo e riportate dall’evangelista Giovanni: «E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna» (Gv 3,14-15). Qui vi è l’esplicito riferimento all’episodio narrato nel libro dei Numeri (21,1-9), che mette in risalto la forza salvifica della fede nella parola divina. Durante l’esodo, il popolo ebreo si era ribellato a Mosè e a Dio, e venne punito con la piaga dei serpenti velenosi. Mosè chiese perdono, e Dio, accettando il pentimento degli Israeliti, gli ordina: «Fatti un serpente e mettilo sopra un’asta; chiunque dopo esser stato morso lo guarderà, resterà in vita». E così avvenne. Gesù, nella conversazione con Nicodemo, svela il senso più profondo di quell’evento di salvezza, rapportandolo alla propria morte e risurrezione: il Figlio dell’uomo deve essere innalzato sul legno della Croce perché chi crede in Lui abbia la vita. San Giovanni vede proprio nel mistero della Croce il momento in cui si rivela la gloria regale di Gesù, la gloria di un amore che si dona interamente nella passione e morte. Così la Croce, paradossalmente, da segno di condanna, di morte, di fallimento, diventa segno di redenzione, di vita, di vittoria, in cui, con sguardo di fede, si possono scorgere i frutti della salvezza.

[Papa Benedetto, omelia 4 novembre 2010]

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don Giuseppe Nespeca

Giuseppe Nespeca è architetto e sacerdote. Cultore della Sacra scrittura è autore della raccolta "Due Fuochi due Vie - Religione e Fede, Vangeli e Tao"; coautore del libro "Dialogo e Solstizio".

Wherever people want to set themselves up as God they cannot but set themselves against each other. Instead, wherever they place themselves in the Lord’s truth they are open to the action of his Spirit who sustains and unites them (Pope Benedict
Dove gli uomini vogliono farsi Dio, possono solo mettersi l’uno contro l’altro. Dove invece si pongono nella verità del Signore, si aprono all’azione del suo Spirito che li sostiene e li unisce (Papa Benedetto)
But our understanding is limited: thus, the Spirit's mission is to introduce the Church, in an ever new way from generation to generation, into the greatness of Christ's mystery. The Spirit places nothing different or new beside Christ; no pneumatic revelation comes with the revelation of Christ - as some say -, no second level of Revelation (Pope Benedict)
Ma la nostra capacità di comprendere è limitata; perciò la missione dello Spirito è di introdurre la Chiesa in modo sempre nuovo, di generazione in generazione, nella grandezza del mistero di Cristo. Lo Spirito non pone nulla di diverso e di nuovo accanto a Cristo; non c’è nessuna rivelazione pneumatica accanto a quella di Cristo - come alcuni credono - nessun secondo livello di Rivelazione (Papa Benedetto)
Who touched Lydia's heart? The answer is: «the Holy Spirit». It’s He who made this woman feel that Jesus was Lord; He made this woman feel that salvation was in Paul's words; He made this woman feel a testimony (Pope Francis)
Chi ha toccato il cuore di Lidia? La risposta è: «lo Spirito Santo». È lui che ha fatto sentire a questa donna che Gesù era il Signore; ha fatto sentire a questa donna che la salvezza era nelle parole di Paolo; ha fatto sentire a questa donna una testimonianza (Papa Francesco)
But what does it mean to love Christ?  It means trusting him even in times of trial, following him faithfully even on the Via Crucis, in the hope that soon the morning of the Resurrection will come.  Entrusting ourselves to Christ, we lose nothing, we gain everything.  In his hands our life acquires its true meaning.  Love for Christ expresses itself in the will to harmonize our own life with the thoughts and sentiments of his Heart.  This is achieved through interior union [Pope Benedict]
Ma che vuol dire amare Cristo? Vuol dire fidarsi di Lui anche nell'ora della prova, seguirLo fedelmente anche sulla Via Crucis, nella speranza che presto verrà il mattino della risurrezione. Affidandoci a Cristo non perdiamo niente, ma acquistiamo tutto. Nelle sue mani la nostra vita acquista il suo vero senso. L'amore per Cristo si esprime nella volontà di sintonizzare la propria vita con i pensieri e i sentimenti del suo Cuore. Questo si realizza mediante l'unione interiore [Papa Benedetto]
St Thomas Aquinas says this very succinctly when he writes: "The New Law is the grace of the Holy Spirit" (Summa Theologiae, I-IIae, q.106 a. 1). The New Law is not another commandment more difficult than the others: the New Law is a gift, the New Law is the presence of the Holy Spirit [Pope Benedict]
San Tommaso d’Aquino lo dice in modo molto preciso quando scrive: “La nuova legge è la grazia dello Spirito Santo” (Summa theologiae, I-IIae, q. 106, a. 1). La nuova legge non è un altro comando più difficile degli altri: la nuova legge è un dono, la nuova legge è la presenza dello Spirito Santo [Papa Benedetto]
Even after seeing his people's repeated unfaithfulness to the covenant, this God is still willing to offer his love, creating in man a new heart (John Paul II)
Anche dopo aver registrato nel suo popolo una ripetuta infedeltà all’alleanza, questo Dio è disposto ancora ad offrire il proprio amore, creando nell’uomo un cuore nuovo (Giovanni Paolo II)

Due Fuochi due Vie - Vol. 1 Due Fuochi due Vie - Vol. 2 Due Fuochi due Vie - Vol. 3 Due Fuochi due Vie - Vol. 4 Due Fuochi due Vie - Vol. 5 Dialogo e Solstizio I fiammiferi di Maria

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don Giuseppe Nespeca

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