Apr 10, 2026 Scritto da 

Si può ricreare l’Esodo?

Concordismi e compromessi, o caos e diversa stabilità

(Gv 6,16-21)

 

Gv narra l’episodio in modo diverso dai Sinottici: non tanto come esito della comunione dei pani, quanto Manifestazione del Cristo.

Il baricentro del racconto è la presentazione che Gesù fa della sua Persona: «Io Sono» (v.20), autorivelazione del Dio dell’Esodo [3,14: «Io Sono colui che sarò» - ossia: «capirete chi sono da ciò che farò»].

Questo per chiudere le tergiversazioni nell’interpretazione della sua figura:

Il Figlio di Dio non è un guaritore né un facitore di miracoli, bensì il Liberatore dal quale il popolo si attende la Manna che rincuora, la ‘terra’ che gli è promessa, la salvezza dalla morte.

Il brano è parabola della chiesa in preda alle acque agitate degli abissi, dominata dal dubbio, dall’incertezza, da una fede esitante, ancora priva di un sigillo beato e perenne.

Nell’andare duro e senza appoggi - tra polemiche anche interne - d’un tratto cogliamo il Signore che sopraggiunge.

Egli si fa vicino d’improvviso, prende il nostro passo e quello stesso degli accadimenti - per accompagnare la vertigine e la tormenta.

 

La nostra vita procede verso la sponda opposta, dov’è già il Maestro. 

Andiamo speranzosi, ma talora le avversità rischiano di farci annegare, e con noi sembra trascinino giù tutta la barca.

Solo il Signore “cammina sul mare”, ossia avanza e vince la morte.

Se lo ospitiamo, ci rendiamo conto che ogni elemento è in suo potere: e in Lui tutto serve per riattivarci, anche il vento contrario.

L’Amico invisibile guida, realizza infallibilmente, fa giungere a «riva». Condizione definitiva che la forza delle onde non può intaccare, perfino quando abbiamo la sensazione di essere trascinati altrove dai flutti.

Usando parafrasi del libro dell’Esodo, Gv cerca di aiutare le sue comunità a comprendere il Mistero della Persona di Gesù.

E immersi nella sua vicenda, anche noi cogliamo la realtà vocazionale che può avvolgerci e caratterizzare, quando non ne respingiamo l’Appello.

Chiamata che ci lancia in un diverso stile di vita, a partire da risorse inaspettate - cui si può accedere quando si smette di fissare l’attenzione solo su ciò che spaventa e sembra negativo.

 

Anche il dibattito delle assemblee sul Messia, nonché i rapporti delle chiese col mondo, accentuavano dissapori e incertezza.

Alcuni giudei convertiti ritenevano Cristo un personaggio tutto sommato in linea con la loro mentalità e tradizione, concorde con profezie e figure del Primo Testamento.

Viceversa, alcuni pagani che avevano accettato il Signore propugnavano un’intesa con la mentalità mondana. Una sorta di accordo fra Gesù e Impero, che l’evangelista considera contaminazione idolatrica [la tentazione della folla di sponda pagana di farlo Re precede immediatamente il passo: vv.14-15].

La situazione delle minuscole famiglie credenti nell’impero era buia, dubbiosa, conflittuale dentro e fuori.

Gesù pareva assente e il mare agitato, il vento contrario, minaccioso, sconosciuto.

Eppure, proprio nella condizione di pellegrini sballottati, nella Fede essenziale si faceva esperienza di una strana e ‘diversa stabilità dentro’: il permanere controcorrente.

Quindi risveglio, proliferazione, crescita.

 

L’emarginazione culturale, le incognite, i confronti, le prove, non inghiottivano i credenti, anzi li rendevano più decisi e spediti (v.21) - secondo la Voce del Risorto, presente nell’anima di ciascuno.

In tal guisa, ecco proporsi ai discepoli una traversata verso la Libertà, che proveniva da quell’intima percezione, solo accogliente.

In grado di nutrire lo spirito di ciascuno e strapparlo dalle fobie - nel caos delle sicurezze esterne. Con cui i «figli» riuscivano a fare pace.

 

 

[Sabato 2.a sett. di Pasqua, 18 aprile 2026]

257 Ultima modifica il Sabato, 18 Aprile 2026 12:03
don Giuseppe Nespeca

Giuseppe Nespeca è architetto e sacerdote. Cultore della Sacra scrittura è autore della raccolta "Due Fuochi due Vie - Religione e Fede, Vangeli e Tao"; coautore del libro "Dialogo e Solstizio".

Wherever people want to set themselves up as God they cannot but set themselves against each other. Instead, wherever they place themselves in the Lord’s truth they are open to the action of his Spirit who sustains and unites them (Pope Benedict
Dove gli uomini vogliono farsi Dio, possono solo mettersi l’uno contro l’altro. Dove invece si pongono nella verità del Signore, si aprono all’azione del suo Spirito che li sostiene e li unisce (Papa Benedetto)
But our understanding is limited: thus, the Spirit's mission is to introduce the Church, in an ever new way from generation to generation, into the greatness of Christ's mystery. The Spirit places nothing different or new beside Christ; no pneumatic revelation comes with the revelation of Christ - as some say -, no second level of Revelation (Pope Benedict)
Ma la nostra capacità di comprendere è limitata; perciò la missione dello Spirito è di introdurre la Chiesa in modo sempre nuovo, di generazione in generazione, nella grandezza del mistero di Cristo. Lo Spirito non pone nulla di diverso e di nuovo accanto a Cristo; non c’è nessuna rivelazione pneumatica accanto a quella di Cristo - come alcuni credono - nessun secondo livello di Rivelazione (Papa Benedetto)
Who touched Lydia's heart? The answer is: «the Holy Spirit». It’s He who made this woman feel that Jesus was Lord; He made this woman feel that salvation was in Paul's words; He made this woman feel a testimony (Pope Francis)
Chi ha toccato il cuore di Lidia? La risposta è: «lo Spirito Santo». È lui che ha fatto sentire a questa donna che Gesù era il Signore; ha fatto sentire a questa donna che la salvezza era nelle parole di Paolo; ha fatto sentire a questa donna una testimonianza (Papa Francesco)
But what does it mean to love Christ?  It means trusting him even in times of trial, following him faithfully even on the Via Crucis, in the hope that soon the morning of the Resurrection will come.  Entrusting ourselves to Christ, we lose nothing, we gain everything.  In his hands our life acquires its true meaning.  Love for Christ expresses itself in the will to harmonize our own life with the thoughts and sentiments of his Heart.  This is achieved through interior union [Pope Benedict]
Ma che vuol dire amare Cristo? Vuol dire fidarsi di Lui anche nell'ora della prova, seguirLo fedelmente anche sulla Via Crucis, nella speranza che presto verrà il mattino della risurrezione. Affidandoci a Cristo non perdiamo niente, ma acquistiamo tutto. Nelle sue mani la nostra vita acquista il suo vero senso. L'amore per Cristo si esprime nella volontà di sintonizzare la propria vita con i pensieri e i sentimenti del suo Cuore. Questo si realizza mediante l'unione interiore [Papa Benedetto]
St Thomas Aquinas says this very succinctly when he writes: "The New Law is the grace of the Holy Spirit" (Summa Theologiae, I-IIae, q.106 a. 1). The New Law is not another commandment more difficult than the others: the New Law is a gift, the New Law is the presence of the Holy Spirit [Pope Benedict]
San Tommaso d’Aquino lo dice in modo molto preciso quando scrive: “La nuova legge è la grazia dello Spirito Santo” (Summa theologiae, I-IIae, q. 106, a. 1). La nuova legge non è un altro comando più difficile degli altri: la nuova legge è un dono, la nuova legge è la presenza dello Spirito Santo [Papa Benedetto]
Even after seeing his people's repeated unfaithfulness to the covenant, this God is still willing to offer his love, creating in man a new heart (John Paul II)
Anche dopo aver registrato nel suo popolo una ripetuta infedeltà all’alleanza, questo Dio è disposto ancora ad offrire il proprio amore, creando nell’uomo un cuore nuovo (Giovanni Paolo II)

Due Fuochi due Vie - Vol. 1 Due Fuochi due Vie - Vol. 2 Due Fuochi due Vie - Vol. 3 Due Fuochi due Vie - Vol. 4 Due Fuochi due Vie - Vol. 5 Dialogo e Solstizio I fiammiferi di Maria

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